La professione di giornalista è sempre a rischi di intolleranza, specie quando testimonia di atti sgraditi a chi intende prevaricare le regole.
L’ennesimo atto di aggressione, consumato ieri contro Michele Santagata operatore dell’informazione è il segnale di come la strada per affermare i principi di legalità nel territorio provinciale è ancora lunga da percorrere. Aggredito e picchiato selvaggiamente, nella centralissima via Miceli di Cosenza, da due persone Michele Santagata ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso.
Questo quanto scritto dallo stesso Santagata sulla sua pagina Facebook.
L’aggressione a Michele Santagata è stata la conseguenza per aver svolto con onestà intellettuale il suo lavoro, per aver scritto un articolo corredato da foto di pura cronaca per un’inchiesta che coinvolge nomi di rilievo del cosentino. Nomi e fatti al vaglio della magistratura che, sicuramente, terrà conto anche dell’inqualificabile atto intimidatorio nei confronti di uno dei responsabili del sito Iacchité.
Al di là della doverosa solidarietà a Michele Santagata e ai colleghi di Iacchitè resta la constatazione che in un clima di odio e di prevaricazione che sta spirando in città, la funzione del giornalismo è insostituibile per dare il senso della verità e dei fatti che invece in varie forme molti vorrebbero occultare anche con irragionevoli arrampicate sugli specchi che dimostrano scarsa onestà intellettuale.
Un episodio grave, condannato pressoché da tutti, dal mondo politico a quello dell’informazione.
di Stefania Belvedere



