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Smantellata la cosca degli zingari della Locride: 23 arresti

Una indagine complessa, partita nel novembre dell’anno scorso, e che fa ritenere agli investigatori di aver inferto un duro colpo ad un presunto gruppo criminale che operava nella Locride e riconducibile ad elementi della comunità rom locale, storicamente radicate sul territorio senza che ciò però l’avesse messo in conflitto, se non addirittura in concorrenza, con la criminalità organizzata della zona.

Questo l’esito dell’operazione chiamata in codice Iceberg e che stamani ha fatto scattare le manette per 20 persone, 14 finite in carcere e 6 ai domiciliari, mentre per altre tre sono state sottoposte al divieto di dimora ad Ardore e Bovalino.

Tutti indagati – a vario titolo – per associazione a delinquere con la contestazione di estorsioni, ricettazioni, riciclaggi, furti e truffe, ma anche reati contro la fede pubblica, l’ambiente ed in materia di stupefacenti, aggravati dalla disponibilità di armi.

L’indagine – condotta dai Carabinieri di Ardore Marina e Bovalino sotto il coordinamento della Procura di Locri – avrebbe dunque delineato gli assetti interni del gruppo, facendo ritenere di aver scoperto le responsabilità dei singoli associati quanto all’organizzazione e alla pianificazione dei vari reati, dalla scelta delle vittime fino alle modalità di attuazione.

Inoltre, sono in corso degli approfondimenti per indagare su cointeressenze e contatti che potrebbe esservi con le cosche di ‘ndrangheta della zona.