Dando uno sguardo sui social apprendiamo che in tanti in queste ore, dopo le abbondanti piogge, si dedicano alla raccolta dei funghi. Occorre tuttavia prestare attenzione alle specie velenose per evitare problemi che vanno dalle intossicazioni agli avvelenamenti anche mortali. Per questo, il consiglio per chi non conosce la materia è di acquistarli al supermercato mentre chi non vuole rinunciare a un’escursione nei boschi può rivolgersi al servizio micologico delle Asl, la cui consulenza è gratuita.

I Boletus: simili ai porcini, ma tossici
Oltre alle regole da rispettare per la raccolta, la campagna del ministero della Salute “Consumare funghi… in sicurezza” (nell’immagine sopra) e le raccomandazioni per i più piccoli del Centro Antiveleni dell’Ospedale Niguarda di Milano, ecco di seguito alcune delle tipologie velenose più diffuse. Attenzione ai funghi Boletus, che somigliano ai porcini e che, nella versione Boletus Satanas e Boletus Calopus, posso provocare intossicazioni. Come riconoscerli? Il Satanas ha il gambo rosso e Calopus presenta pori gialli (nelle foto sotto).


Hypholoma Fasciculare: sono i falsi chiodini
Altra insidia proviene dal Hypholoma Fasciculare (nella foto sotto) che ricorda molto i chiodini (questi funghi si chiamano anche falsi chiodini). Per distinguerlo dalla specie commestibile viene in aiuto l’olfatto: l’odore emanato dai Hypholoma Fasciculare è particolarmente cattivo e dunque, se si sente olezzo che non convince, conviene lasciarlo dov’è.

Alla larga dalla famiglia dell’Amanita
Infine particolare attenzione alle varietà potenzialmente mortali, come l’Amanita Muscaria, altamente tossico, e le sue parenti ancora più pericolse, l’Amanita Phalloides, l’Amanita Virosa, l’Amanita Verna e il Cortinarius Orellanus. Le rispettive foto sono pubblicate sotto nell’ordine in cui i funghi sono stati citati e se ci si imbatte in loro esemplare meglio girare alla larga.








