Non v’è alcun dubbio che la Regione stia lavorando bene sulla condivisione dei dati relativi ai contagi da Covid-19, ma tra le provincie c’è ancora troppa disomogeneità. Il dato di fatto è che a seconda della provincia, in cui si vive, si ha accesso a più o meno informazioni sullo stato delle cose, per quanto riguarda la diffusione del Coronavirus. Siamo tutti sulla stessa barca, ma non tutti i passeggeri hanno cannocchiali della stessa potenza, anche se i dati sono pubblici, e riguardano i cittadini stessi. I casi, i ricoveri, i casi gravi e i decessi, sono i nostri cari.
Ci sono province che diffondono una o addirittura più volte al giorno il bollettino della situazione. C’è chi (quasi tutte) condivide dati “in prosa” e chi osa qualche tabella, ma da qualche giorno il report della provincia di Cosenza sui casi presenti nei vari comuni si è deciso di non diffonderlo più.
È chiaro: i sistemi sanitari sono regionali, lo sappiamo bene, e non ci sono obblighi di legge di alcun tipo. Ma forse è il momento di affrontare come istituzioni anche questo punto: la coerenza nella diffusione dell’informazione, garantendo a tutti i cittadini la medesima consapevolezza.
Per questo motivo il collega Francesco Cangemi ha deciso di rivolgere un appello a chi è preposto a ciò.
Illustre dottoressa De Luca, illustre dottor Braiotta,
Vi prego di accogliere questo appello (che so essere anche quello di tanti altri colleghi), e ripristinare la comunicazione dei casi Comune per Comune. Lo chiedo perché il servizio che avete fornito a noi giornalisti è stato essenziale per comunicare ai cittadini la mappatura Covid dei singoli territori e, secondo una mia valutazione, la mancanza di specificità dei Comuni tende a far abbassare la guardia. Non sanno dove stanno i casi e quindi sono meno accorti.
Comprendo la vostra preoccupazione verso i social, la condivido, ma il frenetico dibattito sui social continuerà comunque. Comprendo anche la vostra preoccupazione per i ritardi nella comunicazione del numero dei contagiati nei Comuni e le rimostranze dei sindaci ma noi giornalisti, in questi mesi di collaborazione produttiva con il vostro Dipartimento, abbiamo sempre sottolineato le difficoltà che gli operatori sanitari devono fronteggiare loro malgrado. Allo stesso tempo abbiamo sempre specificato che il bollettino da voi divulgato è cristallizzato ad un determinato momento e che la situazione può variare in base al processo di analisi dei tamponi che subiscono ritardi indipendenti dalla vostra volontà-
Spero sinceramente possiate tornare a inviare il bollettino nel dettaglio per continuare quella collaborazione fra voi e la stampa che ha come unico fine informare i cittadini dei pericoli che attualmente stiamo vivendo.
Vi ringrazio,
Saluti
Francesco Cangemi
D’accordo con il giornalista Francesco Cangemi anche il collega Francesco Pacienza.
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Sottoscrivo appieno quanto affermato dal collega Cangemi; il servizio d’informazione che svolgiamo noi giornalisti non può e non deve essere confuso conio chiacchiericcio da Social.
Anzi il nostro servizio, quanto più puntuale e dettagliato, può mitigare e far emergere la vera realtà dei fatti senza le distorsioni di chi vuole essere protagonista sui Social“