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Cosenza: niente distanziamento e molte mascherine abbassate

Numeri in costante aumento e sabato con temperatura primaverili: un mix che in Calabria rischia di diventare assai pericoloso.

Così vediamo che c’è folla ovunque, gente assembrata nelle grandi città. Come a Cosenza che sta vivendo i due ultimi giorni in zona gialla (così come per il resto della Calabria), prima di ripiombare in arancione a partire da lunedì, quando bar e ristoranti torneranno a essere chiusi tutto il giorno e tornerà il divieto di spostamento tra i Comuni oltre a perdurare lo stop a piscine e palestre.

Così erano in molti già da questa mattina a fare colazione nei locali e nel pomeriggio a dedicarsi allo struscio a corso Mazzini, salotto della città dei bruzi. Un centro cittadino animato da adulti, ragazzi e bambini, con assembramenti e pochissimi a rispettare il distanziamento tra le persone, molte mascherine abbassate.

Durante le ore pomeridiane un muro di gente, gomito a gomito, nessun distanziamento e controlli praticamente inesistenti. Ignorato il monito di una settimana segnata dal raddoppio dei contagi e da una risalita dei ricoverati. Sono tante le persone sedute all’esterno dei bar e quelle fuori dai negozi di abbigliamento. «E’ primavera, la gente ha bisogno di vivere. Le restrizioni sono accettabili se lo Stato funziona, ma qui non sono stati neanche capaci di ordinare i vaccini» ci dice Salvatore, 26 anni, che con un gruppo di amici passeggia su corso Mazzini. «Noi ci comportiamo in maniera responsabile – spiega una  ragazza – ma è passato un anno e siamo punto e a capo. Io mi vaccinerei domani, per stare e far stare più tranquilli tutti, ma ne passerà purtroppo ancora tanta acqua sotto i ponti. Siamo stanchi, ci consentano di vivere».

Insomma, la paura per il Covid-19 ancora c’è, ma lo sfiancamento psicologico sta decisamente prendendo il sopravvento.