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Cosenza calcio, dopo la pausa bisogna cambiare passo

Il “rush finale” del campionato rossoblù è cominciato dando continuità ai pareggi della formazione di Occhiuzzi, risultato che non può, e non deve, accontentare un Cosenza in bilico tra la salvezza e la retrocessione, costretto a cambiare passo.

Diciassette sono i pareggi maturati dai calabresi in trenta turni disputati (nessuno ha superato i rossoblù in questa stagione), nove le sconfitte e quattro le vittorie, troppo poche per poter parlare di salvezza diretta. Ad oggi sono cinque i punti che separano i Bruti dalla salvezza diretta (il Pordenone dovrà recuperare una partita) e sembra davvero difficile pensare di evitare i play-out. Dopo la rocambolesca salvezza dello scorso anno tutti si sarebbero aspettati un campionato più tranquillo, ma, a distanza di un anno, seppur non in zona retrocessione la sensazione di aver intrapreso una strada a senso unico diventa sempre più forte.

Il cammino del Cosenza è sempre stato lineare, ma non nel modo che ci si aspettava; nelle ultime gare è venuto a mancare anche l’atteggiamento che aveva caratterizzato la squadra fino al giro di boa. Guardando la classifica, dunque, diventa difficile pensare che in queste condizioni Corsi e compagni possano raggiungere con tranquillità la salvezza, e se i conti andranno fatti alla fine, ora ci si può fare qualche domanda sul perché dopo meno di dodici mesi nulla è cambiato in casa Cosenza.

I risultati maturati dai calabresi, fino ad ora, fanno emergere due dati importanti e sarebbe un grave errore non tenerli in considerazione: una sola vittoria casalinga e troppi punti persi per strada, soprattutto nelle ultime due partite dove i rossoblù sono passati in vantaggio nei primi minuti di gioco non riuscendo a chiudere le partite. La concentrazione nell’arco dei 90’ e il bel gioco sembrano aver lasciato spazio a lunghi tratti di deconcentrazione e un atteggiamento di sufficienza incongruente al cammino che i Lupi dovranno affrontare al rientro dallo stop per le Nazionali.

Di errori (sottolineati più e più volte) ne sono stati fatti tanti, a livello societario e non, ed è diventato anche difficile imparare dai propri errori, ma quello che ora deve essere la priorità è riuscire a ritrovare la giusta quadra e il giusto atteggiamento per tentare un ennesimo miracolo sportivo.

Il 2 aprile il Cosenza tornerà in campo per affrontare l’Ascoli (squadra in un grande momento di forma, distante solo una lunghezza dai calabresi); un passo falso, anche contro i Picchi, vorrebbe dire zona retrocessione e un altro passo verso un destino buio e, con grande probabilità, pieno di rimpianti.