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Covid: pochi tamponi, pochi positivi. Torna il giochetto del “lunedì”

Pochi tamponi, pochi positivi “solo” 156. Troppo spesso di lunedì siamo abituati a commentare dati quanto meno emblematici dal punto di vista numerico. Un dato sicuramente positivo, ma che purtroppo non rispecchia certamente la realtà.

Il bollettino emanato dalla Regione Calabria, per la prima volta dall’inizio della seconda ondata, riporta numeri che lasciano ben sperare, ma se fossero veritieri!

Però, come accade ogni inizio di settimana, i tamponi analizzati sono pochi e i positivi trovati scendono rispetto ai giorni precedenti.

Un dato che non è sfuggito neppure ad un gruppo di astrofisici che cura una pagina su Facebook di analisi dei dati sul coronavirus in Italia che ha notato una cosa: l’ha spiegata con accuratezza e con termini tecnici (“errore sistematico” è la definizione della questione, ma loro saggiamente lo chiamano “sistematico” e basta perché è tutto il campo di questi dati a essere incerto), ma io la metto in parole povere. Quello di cui si sono accorti è che i dati sui nuovi contagi rilevati e sui tamponi effettuati mostrano un calo nei giorni dopo il weekend, come se durante il weekend le analisi su entrambi i dati fossero meno estese. L’ipotesi – convincente – è che i dati del lunedì e martedì siano sempre più bassi perché sabato e domenica si analizzano meno casi (ed è forse normale che sia così).

L’inefficienza festiva si “paga” con un ritardo di un paio di giorni (il tempo medio per l’esito di un tampone?) e il back-log accumulato viene recuperato fra il Mercoledì e il Venerdì, quando si contano via, via più casi.
Poi, una volta smaltito l’accumulo, si ridiscende, fino a Lunedi-Martedì.
E’ importante anche notare che i decessi non soffrono (o soffrono molto meno) di questo sistematico festivo: ed è ovvio che sia così, purtroppo.
Infine: il fine-settimana che abbiamo davanti è lungo!
Prevediamo conteggi in discesa fino a Mercoledì, Giovedì: poi ci sarà una moderata risalita, fino probabilmente a Sabato.”

L’epidemia intanto continua a crescere, tanto che, anche il presidente f.f. della Regione chiede il lockdown per le zone maggiormente a rischio. La situazione sia nelle strutture sanitarie ospedaliere che anche nella medicina del territorio rimane sempre critica, dunque c’è ancora bisogno di molta cautela.