Al peggio non c’è fine. Non solo dobbiamo fare i conti con un nemico fantasma indistruttibile, ma anche con chi “gioca” con esso. Insomma succede di tutto e di più. Questa mattina addirittura si scopre che in Sicilia si falsavano i dati sui tamponi per evitare le chiusure. Oramai siamo all’assurdo!
Coinvolti nell’indagine alcuni appartenenti al Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe) dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana. Le accuse sono di falso materiale e falso ideologico: al centro dell’inchiesta, i dati comunicati all’Istituto superiore di sanità.
Gli indagati avrebbero alterato i dati sulla pandemia diretto all’Istituto Superiore di Sanità: avrebbero modificato il numero dei positivi e dei tamponi al fine di condizionare i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del virus (e quindi il ‘colore‘ della regione).
L’inchiesta è nata in seguito alla scoperta fatta in un laboratorio di Alcamo, in provincia di Trapani: da lì, la competenza della Procura di Trapani.
Nel laboratorio erano stati forniti dati falsati su decine di tamponi. I pm hanno avviato accertamenti, che sono arrivati fino all’assessorato regionale.
Diverse intercettazioni confermerebbero l’alterazione dei dati inviati all’Istituto superiore di sanità.
Secondo i militari del Nas, che conducono l’inchiesta, dal mese di novembre sarebbero circa 40 gli episodi di falso documentati dagli investigatori dell’Arma, l’ultimo dei quali risalirebbe al 19 marzo 2021.



