L’annuncio dell’embargo da parte di Stati Uniti e Regno Unito sui prodotti energetici provenienti dalla Russia ha spinto ulteriormente le quotazioni dei mercati petroliferi: le quotazioni del gasolio sono fuori controllo, con un balzo pari a dieci centesimi al litro.
In molti punti vendita il gasolio costa più della benzina anche alla pompa, nonostante l’accisa più bassa (0,728 euro/litro la benzina, 0,617 il gasolio). Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, questa mattina Eni ha aumentato di 14 (quattordici) centesimi al litro i prezzi della benzina e di 24 (ventiquattro) centesimi al litro quelli del gasolio. Per IP +15 cent/litro sulla benzina e +17 sul gasolio. Per Q8 +9 e +16 e Tamoil +7 e +13.
L’aumento dei prezzi dei carburanti, divenuto costante nelle ultime settimane, sta mettendo in seria difficoltà anche l’intero settore degli autotrasportatori, come sottolinea il comunicato diffuso agli organi di stampa: “Il costante e ormai insostenibile aumento del costo del carburante ha determinato una situazione ingestibile per le imprese dell’autotrasporto italiano, che non riescono a farsi riconoscere dalla committenza i maggiori costi dovuti agli stessi aumenti”.
I camionisti italiani sono pronti a protestare, a livello nazionale, contro i continui aumenti dei carburanti. L’Unatras, l’Unione delle associazioni dell’autotrasporto, ha annunciato per venerdì 19 marzo 2022 la manifestazione degli autotrasportatori “in tutta Italia”. Per protestare contro i mancati segnali da parte del Governo”. “La situazione – spiega l’Unatras – è diventata drammatica. Continuando a tergiversare, il Governo si assume il rischio che nascano nuovamente iniziative spontanee di protesta, nonché la responsabilità di lasciare committenze senza rifornimenti”.
“È da diverso tempo che Unatras, responsabilmente, ha lanciato l’allarme sulla pesante situazione delle imprese di autotrasporto, che nel frattempo, autonomamente, potrebbero nuovamente decidere di fermarsi in maniera spontanea in alcune zone del Paese. Questo perché – scrivono in una nota – potrebbero ‘semplicemente’ ritenere più conveniente lasciare i propri mezzi sui piazzali piuttosto che continuare a viaggiare in queste condizioni”.
Secondo l’Unione delle associazioni nazionali dell’autotrasporto, se non ci saranno segnali importanti da parte dell’esecutivo, quella del 19 marzo sarà solo l’antipasto di quello che potrebbe accadere in futuro: “Il Governo si era impegnato in tempi brevissimi a fornire le soluzioni più adeguate per consentire alle aziende di fronteggiare l’emergenza- Purtroppo, al di là dello stanziamento degli 80 milioni, che certamente non risolve i problemi della categoria, non ci sono stati apprezzabili passi in avanti. Le manifestazioni che si terranno il 19 marzo rappresentano il primo passo di una vertenza che, se malauguratamente restasse senza risposte, potrebbe sfociare in ulteriori e più incisive iniziative”.



