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Calabresi oggi divisi tra mare, montagna e seggi elettorali

Secondo weekend di giugno, estate alle porte e tanta voglia di vacanze. Se le ferie, per molti calabresi, sono ancora lontane, in tanti approfittano della domenica per “evadere” dalla routine quotidiana.

Le strade, già dalle prime ore del mattino, sono trafficate. C’è chi ha deciso di andare al mare, c’è chi va in montagna. Eppure da questa mattina alle 7 e fino a stasera alle 23 le urne sono aperte per i cinque referendum. In 75 comuni calabresi i cittadini cono chiamati a votare anche per il sindaco e per il rinnovo del consiglio comunale. Catanzaro, Acri, Palmi e Paola i centri più importanti.

Ma anche nella nostra regione il numero di quanti non si recano alle urne è in crescita. Il tema dell’astensionismo domina da anni il dibattito politico. Elezione dopo elezione, tornata dopo tornata, la partecipazione elettorale del popolo italiano è diminuita in maniera sostanziale.

Per la validità della consultazione popolare è necessario che si rechino alle urne la metà degli aventi diritto al voto più uno. Tale soglia minima è definita quorum.

Nella nostra storia repubblicana le soglie di presenza superate non sono state di molto superiori rispetto al totale. Ciò che salta all’occhio, guardando all’andamento delle serie storiche, è che dal 1974 al 1995 i quorum sono stati quasi sempre raggiunti. Dal 1997 in poi, invece, è successo l’esatto opposto.

La lettura di questi dati fa presagire un certo grado di indifferenza alle proposte referendarie. O forse (peggio ancora) una sensibilità minore alla vita politica da parte dei cittadini. Sarà un monito di stanchezza nella penisola in cui tutto cambi affinché resti com’è? Può darsi. L’unico dato certo che abbiamo finora continuano ad essere le arterie viarie molto trafficate.