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Il mare che ci piace, oggi in Calabria era così

Purtroppo o per fortuna non tutti i giorni sono uguali ed in Calabria ne è testimonianza l’emblematica «danza» del mare, pulito a giorni alterni.

La rovina vien dal suolo. Anzi dal sottosuolo e dai depuratori malfunzionanti. A pagare, il mare che soffoca, le spiagge avvelenate e la salute dei bagnanti. Non tutti i giorni, però. La balneabilità viene e va, come le onde sulla battigia. Un autentico paradosso: gli impianti di depurazione non sempre vanno come previsto, il collegamento fra fogne e impianti di degradazione dei liquami non funzionano. Tonnellate di «tal quale» finiscono nei fiumi, lungo i pendii, dentro i torrenti, sotto le strade, dritti al mare. E poi, ci sono anche gli scarichi fognari di case; le reti fognarie in cui finiscono liquami e acqua piovana insieme e che traboccano in caso di temporali. Non resta che affidarsi al favore delle correnti e alla generosità del Tirreno, «Mare nostrum» capace di autorigenerarsi.

Oggi, ad esempio, sul litorale tirrenico cosentino, tra San Lucido e Paola, il mare è uno spettacolo: acque incredibilmente blu, cristalline, pure e trasparenti, uno spettacolo.

Purtroppo, però, le foto che giungono quotidianamente in redazione non sempre testimoniano un bell’aspetto delle acque, anzi.

Bisogna, dunque, continuare a sperare nel gioco delle correnti. Alle nostre latitudini sono necessarie e fondamentali perché favoriscono il deflusso e la depurazione naturale.