Neanche a Natale, forse, gli oltre 100 dipendenti del call center “Almaviva” di Zumpano ( in Italia la stessa società ne conta 300) potranno tirare un sospiro di sollievo e godersi le festività. Il rischio licenziamento è purtroppo ancora troppo alto, per molti. Ieri mattina, allora, nuova protesta; quantomeno per tenere alta l’attenzione e cercare spiragli positivi. Sit-in dinanzi la sede societaria e poi, in blocco, davanti la prefettura di Cosenza. Dopo qualche ora,infine, una delegazione è riuscita a parlare con il prefetto Tomao, trovando un accordo su una lettera da inviare, in tempi celeri, alla società. <<Negli anni passati, a fronte di un costante calo del fatturato e a bilanci aziendali in rosso, abbiamo contribuito al superamento della crisi e al rilancio dell’azienda con il nostro impegno, con il nostro senso di responsabilità e sopportando il sacrificio della Cigo, dei Contratti di Solidarietà e della sospensione temporanea di parti dell’accordo integrativo>>, hanno detto i dipendenti. <<Grazie al nostro contributo i bilanci aziendali sono tornati positivie anche la prospettiva che ci viene presentata dall’azienda prevede, per i prossimi anni, una significativa crescita del fatturato>>, hanno aggiunto. Cosa non va allora? E cosa chiedono i lavoratori? <<In questa situazione chiediamo che l’uscita dalla crisi sia accompagnata da un più accorto uso dell’ammortizzatore sociale, prolungandolo nel tempo ma riducendolo nelle quantità e da un progressivo rispristino degli istituti contrattuali temporaneamente sospesi.A questo si devono affiancare interventi per favorire il pensionamento dei più anziani e la determinazione di un premio di risultato che preveda un beneficio economico a fronte degli obiettivi raggiunti>>. Idee chiare su cui – hanno detto al prefetto – non intendono retroceder
e di un millimetro. L’azienda, però, pare voglia andare nella direzione opposta. <<Vuole il taglio degli stipendi e l’aumento delle giornate lavorativeusando il periodo residuo di Cigo/CdS come arma di ricatto mentre continua ad assumere e ad esternalizzare>>, hanno sostenuto in questo mesi e ieri anche a Sua Eccellenza Gianfranco Tomao. <<Questa proposta non permette margini di trattativa mentre il tono minaccioso dei comunicati aziendali e le indebite pressioni evidenziano le reali modalità con cui la Direzione aziendale intende da ora in poi intrattenere il rapporto con noi lavoratori>>. Per loro il <<rifiuto dell’azienda a continuare la trattativa sulla base della proposta sindacale è pretestuoso e ideologico,perché evita un confronto sui contenuti che permetterebbe di arrivare ad un accordo condiviso,con maggiori certezze per il periodo di assestamento di cui Almaviva ha ancora bisogno>>. Almeno questa la loro speranza. Molti sono studenti, molti altri hanno già famiglia. Altri ancora vivono di quetso lavoro ed hanno <<attivato mutui e crediti che non riusciremo più a pagare se dovessero licenziarci>>. Una situazione che, come detto, interessa tutto il territorio nazionale con i 300 dipendenti in Italia. Di questi oltre 100 sono in Calabria.



