Mar 28 Set 2021

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Mendicino: successo per “Libri a… Palazzo”

Sullo sfondo la luce di un imbrunire che sta per arrivare, a Mendicino, nel magnifico libro d’amore che prende il nome di Palazzo Del Gaudio – Campagna, ambiente magico e ancestrale, luogo perfetto per onorare le sfumature della vita, la quotidianità negli scritti di Lisa Ficara che con Mine Vaganti – la vita va avanti e poi torna indietro, in occasione della rassegna Libri a… Palazzo, ideato dall’amministrazione comunale di Mendicino, ha regalato emozioni uniche strappate con dolcezza alla vita di tutti i giorni.

Un gioco letterario, quello di Lisa Ficara, capace di fare emergere una sensibilità da brividi grazie anche a tutti gli sfilacci dei sogni, quelli lasciati sul cuscino, che tornano addosso accendendo un sorriso malinconico a mezza bocca, di un’infelicità felice, di una luce di luna, quella più romantica, quella illuminante per davvero, quella che non può più scottare ma solo rievocare e far sognare.

Carmela Formoso, giornalista di Ten – da affermata regina della televisione calabrese – ha saputo emozionare nel coordinare con estrema eleganza l’incontro nel quale è intervenuto Gregorio Corigliano, storico giornalista Rai che ha curato la prefazione del libro: «Da ogni rigo – scrive Corigliano – traspare la ricercatezza della parola, quasi uno studio della stessa, sezionata, rivisitata, quasi con la voglia di trovare nuove semantiche e nuovi costrutti. Il gusto della parola. Un linguaggio a volte crudo, dal quale emerge uno sguardo giovane ma di chi ne ha viste parecchie. Fresco ma antico, ironico e nello stesso tempo poetico, sulle cose del mondo. Tu leggi una mina vagante e poi trovi qualche punto che sembra scritto per te. E ci cadi dentro, inciampi e ti ritrovi davanti a uno specchio, ti rifletti e ci rifletti. C’è da emozionarsi davvero».

La gremita platea, sempre desta, è stata conquistata dai brani trascinanti e struggenti regalati dal maestro Daniele Moraca con la sua musica e le sue parole.

Protagonisti della serata anche il sindaco di Mendicino Antonio Palermo e il consigliere comunale Margherita Ricci, alla presenza del vicesindaco Angelo Greco, del presidente del consiglio comunale Nathalie Crea, di rappresentanti istituzionali e personaggi di spicco del Cosentino in un vero e proprio campo minato di tenerezza.

Si può essere ingegneri con un grande cuore, sfatando ogni luogo comune. «Una parola può salvare, una parola può uccidere. Quanto sono importanti le parole. Parole scritte che diventano di chi le legge» ricorda Lisa. L’ingegnere Ficara ma anche insegnate e adesso abile scrittrice (guai a chiamarla così, preferisce – con sincera umiltà – esser definita “scrivente”) ha saputo maneggiare sapientemente sentimenti universali.

È una delle rare narratrici che con estrema qualità accattivante e poesia riesce a unire il senso della misura quotidiana e dello spazio infinito che si fa tempo e memoria. Ossimori arguti capaci di raccontare giorni vissuti, sere incantate, capelli mossi dal vento fresco della sera, luoghi attraversati dalla storia di persone da immaginare in un tempo oramai trascorso ma anche visoni e voglia di futuro, in quegli stessi sguardi che ci osservano, quelli di quando eravamo bambini, che stanno tutti lì, nel primo volume, sognante anticamera del volume due, altra raccolta animata da flussi di coscienza che appaiono dei classici, perché raccontano quell’aura invisibile che si fa luce intensa capace di abbagliare anche i cuori più bui, ricamati, grazie a Lisa Ficara, da una sorta di sottile filo luminoso e illuminante pronto a tenere insieme le parti dello spirito.

Mine Vaganti – la vita va avanti e poi torna indietro è per davvero un’opera necessaria. Una sorta di catarsi sognante da tenere sempre vicino o ancor meglio in una mano, magari guardando l’orizzonte, con una sigaretta o un bicchiere nell’altra mano, per continuare a sognare anche nella fatica, anche quando la vita sembra invivibile, perché c’è sempre una ragione che è quella stabilita in una regola che si ha dentro, molto spesso inspiegabile e sconosciuta, che risolve tutto in una sola parola: l’amore.

Antonio Sergi