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L’UNUCI omaggia le donne in uniforme

“Dal voto alle donne alle donne in uniforme” è stato il tema del convegno che ha coinvolto gli studenti delle quinte classi dell’Istituto di istruzione Superiore ITE “V.Cosentino” ed IPAA “F.Todaro” di Rende grazie all’iniziativa voluta dalla sezione calabrese dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia – UNUCI presieduta dal Generale Giovanni De Luca che ha voluto sottolineare il «personale omaggio al valore morale delle Donne».

Una mattinata all’insegna di quelle emozioni capaci di ricondurre ai valori antichi e mai dimenticati del senso dell’onore e della Nazione a cui si è voluto aggiungere il ricordo di tante donne pioniere che, ancora oggi, devono contrastare i pregiudizi di una società immatura a valutare, con obiettiva normalità, la parità tra le persone. Persone appunto, e non donne o uomini, perché il ruolo non può prescindere dal sesso o peggio, dal genere, bensì dalle capacità e soprattutto dalla passione che si dedica al lavoro da svolgere.

E proprio in quest’ottica la presenza delle donne in uniforme è fortemente emblematica nel percorso di crescita delle nuove generazioni che, vittime inconsapevoli di pregiudizi non soltanto familiari, ma oggi ancora più amplificati attraverso i Social, si ritrovano ad essere stereotipate in immaginari che omologano e distolgono dal sentire la propria essenza.

L’incontro è stato accolto con grande benevolenza da parte della dirigente scolastica, la professoressa Brunella Baratta, che lo ha ritenuto «una preziosissima occasione  di esperienza formativa di orientamento in uscita verso le Forze Armate che invita a non pensare ad uno specifico compito solo perché associato ad uno specifico sesso. Un traguardo che noi docenti abbiamo il dovere di perseguire come direttiva formativa per lo sviluppo di valori». «Le donne hanno saputo conquistare ruoli importanti senza aver bisogno di quote o di spazi ad esse dedicate – ha detto l’ingegnere e giornalista Giulia Fresca che ha coordinato e moderato il convegno – eppure siamo ancora fortemente in ritardo rispetto agli Stati Occidentali in merito al riconoscimento di molti valori ed all’accesso a tante cariche soprattutto dello Stato. Nessuna Presidente della Repubblica, né del Consiglio dei Ministri o della Banca d’Italia, ma anche nessun Generale, segno che ancora c’è molto da fare ed i pregiudizi verso le donne che seguono strade considerate ancora di appannaggio maschile, sono ancora presenti nella nostra società».