Lun 6 Dic 2021
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Guccione sulla terza commissione welfare

Oggi nel corso della Terza commissione “Sanità, Attività sociali, culturali e formative” tra i punti all’ordine del giorno la Verifica sullo stato di Attuazione della Riforma sul Welfare. In Commissione era presente anche l’assessore Angela Robbe.

“Ancora dopo vent’anni la Legge 328 per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, in Calabria non è stata attuata.

Un grave danno – ha affermato il consigliere regionale Carlo Guccione nel corso della Commissione – per tutti coloro i quali hanno bisogno di politiche di sostegno per uscire da una situazione di marginalità. Ma è ancor più grave il fatto che il Piano regionale per gli interventi dei servizi sociali è datato al 2007-2009, mentre ad esempio in Emilia Romagna il Piano è stato aggiornato al 2019-2021.

La grave crisi economica di questi anni non ha fatto altro che complicare le cose ed è diventato più difficile, con le risorse a disposizione, dare risposte alle tante esigenze della collettività”.

“La Calabria, tra l’altro, si attesta all’ultimo posto con la spesa sociale pro capite più bassa d’Italia (22 euro). Ecco perché la Regione – prosegue Carlo Guccione – deve fare urgentemente una scelta politica e investire più risorse da destinare al Welfare per ampliare la qualità dei servizi socio-assistenziali. Servirebbero almeno altri 20 milioni. Così come per risparmiare ed evitare inutile sprechi sarebbe necessario approvare il Piano regionale integrando i servizi sociali con quelli sanitari.

Non si può, senza le dovute conoscenze dei fabbisogni, programmare nessun tipo di intervento. È come se la Regione – sostiene ancora il consigliere regionale – operasse alla cieca. Ma in questi pochi mesi che restano alla fine della legislatura bisogna attuare rapidamente la Riforma, accompagnare i Comuni capi ambito ad avviare le procedure e prevedere per le strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali che l’addendum delle convenzioni venga rinnovato fino al 31 dicembre 2019 con il conseguente sblocco della fatturazione dal primo gennaio 2019. Inoltre, si avvii una concertazione tra il Dipartimento sanità e quello dei Servizi sociali per far partire le procedure del Piano regionale di integrazione tra sociale e sanitario. Non è tempo di nascondersi dietro gli errori degli ultimi vent’anni: la gente ha bisogno di risposte e di concretezza, anche perché solo così si possono contrastare i populisti”.