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“La scuola liutaia del maestro Natalizio merita di essere sostenuta adeguatamente”

Il candidato al consiglio comunale Francesco Volpentesta, e tra i fondatori della coalizione di ‘Open Politica Aperta’ a supporto del candidato a sindaco Massimiliano De Rose, ha raccolto l’appello di Emilio Natalizio, maestro liutaio, che vive ed opera nel centro storico di Rende.

“Ho sempre riconosciuto l’importanza dell’associazionismo tanto da aver puntato, già da anni, alla creazione di un sistema di rete tra associazioni che è andato sviluppandosi nel tempo e che include ogni campo socio-culturale(sport, medicina, letteratura, intrattenimento, artigianato, arte, legalità), sempre attento nel valorizzare il nostro territorio e senza mai chiedere nessun patrocinio o aiuto al Comune.

– Così in una breve nota Francesco Volpentesta –  Grazie al lavoro svolto in questi anni possiamo ora creare nuovi progetti e rilanciare alcuni settori che hanno una antica tradizione e che rischiano di scomparire. Per questo motivo mi sono recato a visitare il laboratorio del maestro liutaio Emilio Natalizio nel centro storico di Rende. Quello che ho visto mi ha lasciato profondamente affascinato ma, al contempo, dispiaciuto: strumenti, banchi da lavoro, trucioli sparsi ovunque insieme ai sogni di un uomo che dona se stesso a dei ragazzi affinché possano riscoprire la passione per un mestiere che, oltre ad essere un patrimonio culturale, potrebbe produrre economia se sostenuto in maniera adeguata. In virtù di un progetto di salvaguardia dei vecchi mestieri artigiani si potrebbero creare posti di lavoro,per cui sono determinato nel proseguire la strada intrapresa impegnandomi nel continuare ad estendere la rete di collaborazione, cooperazione ed associazionismo. – Conclude Francesco Volpentesta –

Sebbene mi duole constatare che spesso mancano i referenti e noi operatori del settore dobbiamo rimboccarci le maniche, tanto da dentro quanto da fuori la casa comunale, e adoperarci per creare una rete che possa essere un punto di riferimento per tutte le richieste, soprattutto per quelle da troppo tempo eluse, illuse e disilluse”.