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La deontologia del giornalista durante l’era digitale

Di Enrico Newton Battaglia

“L’Era digitale e la deontologia del giornalista” questo il titolo del seminario organizzato dall’ordine dei giornalisti della Calabria e dal Circolo della Stampa Maria Rosaria Sessa. Ad aprire i lavori Franco Rosito, presidente del Circolo “Maria Rosaria Sessa”, che ha portato i saluti al Presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti Carlo Verna, ringraziandolo della presenza di oggi e invitandolo ad approfondire tutte le novità del momento riguardanti la professione giornalistica.

L’introduzione tenuta del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, ha portato all’attenzione di Carlo Verna, ma anche ai colleghi in sala, un altro fenomeno dilagante che colpisce la figura del giornalista, ovvero il passaggio da dei “media di massa  ad una massa di media”.

Carlo Verna (Presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti)

Il Presidente Verna apre il suo intervento ricollegandosi proprio al problema posto da Soluri, indicando come data di svolta il 2007 che, con l’avvento di Facebook e degli smartphone, ha portato una significativa rivoluzione facendo perdere progressivamente l’esclusiva, del giornalista, del poter parlare a tanti. Infatti con l’entrata in circolazione di queste nuove tecnologie, oggi, tutti hanno la possibilità di fare la stessa cosa.

Il potere tecnologico sta prendendo sempre più piede incidendo anche sull’economia; questo continuo avanzare della tecnologia e la complementare velocizzazione della divulgazione di notizie non deve, però, incidere sulla figura del giornalista che deve mantenere la professionalità di sempre e tentare in tutti i modi di non cadere in errore o fake news. Per evitare tutto ciò il Presidente Verna sottolinea un fattore decisivo, cioè ricercare sempre la verità attraverso la verifica delle notizie.

Anche se in questo contesto generale il futuro del mercato del lavoro giornalistico rimane un’incognita, Verna sottolinea l’obbligo attivo di sostegno della categoria attraverso proposte di riforma e di indicatori di equità.