Gio 29 Lug 2021
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Bevacqua: “bene l’unità contro l’autonomia differenziata, ma senza cedimenti”

 

“Sono davvero lieto che, in Calabria, anche i rappresentanti di forze politiche diverse dalla mia mostrino di prendere coscienza dei pericoli insiti nella cosiddetta “autonomia differenziata” e manifestino una chiara contrarietà: l’appello all’unità su questo tema, espresso dal collega Claudio Parente, capogruppo in Consiglio Regionale di Forza Italia, mi trova pienamente d’accordo”.

È quanto dichiara il consigliere regionale Mimmo Bevacqua, impegnato da tempo in una battaglia dura contro le intese fra Governo nazionale e regioni del Nord, intese a dare attuazione al terzo comma dell’art. 116 della Costituzione.

“Come vado affermando da un anno e mezzo – prosegue Bevacqua – qui non si tratta del solito piagnisteo meridionalista: qui si tratta dell’unità della nazione e della garanzia dei diritti e dei servizi fondamentali per tutti i cittadini della Repubblica. In Consiglio Regionale, sulla base di una mia mozione, abbiamo già raggiunto l’unanimità in merito a un giudizio fortemente critico sulle norme che si stanno mettendo in piedi. Quel che, però, mi differenzia fortemente rispetto al dibattito forzista tenutosi ieri a Catanzaro, è la soluzione che in questa sede è stata prospettata: a mio avviso, infatti, la Regione Calabria non deve accondiscendere e inserirsi nel percorso di negoziazione già avviato da altre Regioni. Il nostro dovere è di creare un fronte comune che sveli il disegno disgregatore sotteso al processo in atto. La lettura di un agevole volume qual è “Zero al Sud”, del giornalista-economista Marco Esposito, basterebbe a smascherare le perversioni del federalismo fiscale già attuato e la meta che si prefigge quello si vorrebbe condurre a compimento”. Le disposizioni costituzionali in materia e le leggi di riferimento succedutesi – continua Bevacqua – prevedono che, prima di ogni ulteriore riforma, devono essere fissati i Livelli essenziali delle prestazioni per tutto il territorio nazionale, deve essere istituito e regolato il Fondo Perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante e deve essere garantita la perequazione infrastrutturale fra le diverse aree del Paese. Il processo in atto, invece, si incardina su una ripartizione delle risorse agganciata al gettito tributario dei rispettivi territori: il che vorrebbe dire fotografare e cristallizzare l’esistente, precludendo per legge alle regioni meridionali ogni possibilità di futuro”. “Comprendo – conclude Bevacqua – che nel centro destra si cerchi di non inquietare il sempre più preponderante elemento leghista ma, da calabresi, non possiamo nasconderci la verità: quella autonomista è una sfida falsa e di comodo, che copre una volontà reale di secessione di fatto”.