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La vicenda dei precari Asp: costa più l’esternalizzazione che la stabilizzazione

Poco più di una quarantina di lavoratori. Precari, da anni senza tutele, svolgono lavori spettanti ai dipendenti di ruolo presso le sedi Asp, ma se stabilizzati costerebbero meno di quanto costano oggi con l’esternalizzazione.

L’incredibile vicenda viene denunciata dal consigliere regionale Gianluca Gallo. «Sono attualmente oltre 40, qualcuno in più rispetto al passato – ricorda il capogruppo della Cdl – gli operatori che prestano la propria attività in favore della Asp nell’ambito dei servizi di supporto amministrativo alle attività sanitarie territoriali ed ospedaliere, dei servizi igienico-sanitari e di trasporto sanitario e dei servizi di manutenzione ordinaria delle strutture dell’azienda sanitaria provinciale».

Prosegue Gallo: «Il personale in questione, in passato già alle dipendenze delle sedi di San Giovanni in Fiore e Castrovillari, presta attualmente servizio alle dipendenze di una società esterna, che si è aggiudicata l’appalto relativo alle attività da svolgere, aggiudicato dall’Asp a fine 2018. Insomma, si è di fronte ad una delle tante procedure di esternalizzazione che caratterizzano la sanità calabrese». Il paradosso, però, risiederebbe nei numeri. In particolare nei costi. Perché in genere i servizi vengono affidati all’esterno per conseguire maggiori risparmi. Ma nel caso in oggetto avverrebbe il contrario, peraltro con grave pregiudizio anche per le maestranze.

Dice Gallo: «Il prezzo dell’appalto, comprensivo di iva, ammonta a più di 1.300.000 euro. Al contrario, se i lavoratori fossero stabilizzati alle medesime condizioni contrattuali, si spenderebbero solo 960.000 euro, con una differenza alquanto netta che, almeno in parte, potrebbe anche essere utilizzata per incrementare il monte salariale». Rimarcato come «i vuoti di organico dell’Asp di Cosenza siano ben noti da tempo e peraltro forieri di discutibile qualità nei servizi offerti ai cittadini», e che «l’indizione di eventuali concorsi o l’avvio di procedure di stabilizzazione favorirebbe da un lato il miglioramento della qualità dei servizi, dall’altro l’assorbimento di lavoratori precari la cui professionalità, maturata negli anni, risulta ormai essenziale per garantire l’erogazione dei servizi stessi», Gallo invita Regione ed Asp a chiarire le proprie intenzioni sul destino della quarantina di unità e soprattutto sulle procedure segnalate, causa di maggiori costi per l’azienda sanitaria e di precarizzazione del lavoro. «Quanto va emergendo è la spia di una grave stortura», chiosa il consigliere regionale: «Siamo sicuri che ad essa si porrà prontamente rimedio, a meno di non voler legittimare il perpetuarsi di un modus operandi discutibile e senza dubbio letale sia per i conti pubblici sia per i diritti dei lavoratori».