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Casali del Manco, la soddisfazione del Presidente della Commissione Statuto, Anna Teresa Gagliardi, per il primo Statuto approvato

“Mercoledì si è scritta una delle pagine più belle per il neonato comune di Casali del
Manco. Il Consiglio comunale ha infatti approvato il primo Statuto della cittadina sorta dalla
fusione dei comuni di Casole Bruzio, Pedace, Serra Pedace, Spezzano Piccolo e Trenta.
Un evento di portata eccezionale che segna la storia di una realtà che, proprio perché nata
da un referendum popolare, porta in sé i caratteri della partecipazione e della condivisione.
Si tratta di uno Statuto innovativo e moderno, al passo con i tempi che contempla diversi
istituti di partecipazione, come le consulte di quartiere, quella delle pari opportunità e delle
donne, la consulta per la politica della montagna, quella sulle politiche dell’economie e del
lavoro e la consulta dell’Ambiente”, esordisce così, in una nota, il Presidente della Commissione Statuto Anna Teresa Gagliardi.
“I valori su cui l’intero testo poggia sono la solidarietà, la difesa e la tutela dei beni comuni,
la garanzia dei diritti, la salvaguardia della qualità di ogni servizio pubblico.
Possiamo affermare, senza paura di essere smentiti, di avere costruito uno statuto con i
cittadini, attorno ai cittadini, per i cittadini!”, scrive la Gagliardi che è anche Capogruppo Movimento Presila Unita.
“Ecco perché proprio non si comprende l’atteggiamento tenuto in consiglio comunale dei
due componenti della minoranza che hanno lavorato per mesi nella stessa commissione
statuto. I due consiglieri infatti hanno ritenuto di abbandonare l’aula e di non prendere
parte al voto rinnegando il loro stesso lavoro.
Durante i lavori della commissione infatti ogni singolo articolo è stato oggetto di ampia
discussione, a tratti anche aspra, ed è stato licenziato all’unanimità. Il rammarico maggiore
però non è nella scelta politica, legittima seppur discutibile della minoranza, quanto
nell’atteggiamento dei due stessi consiglieri De Donato e Marasco all’indomani
dell’approvazione, i quali hanno avviato una campagna infamante sui social e su qualche
testata online nei confronti della mia persona e degli altri componenti della commissione
che ho presieduto, nel tentativo di giustificare la grave discrasia tra trentotto commissioni
di dialogo e scontro fruttuoso e colpo di teatro inscenato nella seduta di approvazione”, afferma il presidente.
Inoltre, “la motivazione del non coinvolgimento dei cittadini alla stesura dello Statuto
addotta a giustifica dell’astensione da parte degli stessi, è incomprensibile e palesemente
strumentale perché diverse sono state le occasioni di confronto con la cittadinanza,
chiamata a confrontarsi sull’argomento con la commissione e ad inviare spunti e
suggerimenti tramite posta elettronica, coinvolta nella scelta dello stemma e del gonfalone
tramite un concorso di idee proposto dal Movimento Presila Unita. Il vincitore di quel
concorso è stato scelto nella maniera più democratica, attraverso una votazione popolare”, aggiunge la Gagliardi.