Crisi di governo, la riflessione di Orlandino Greco: “Idm intende mettere in campo una proposta politica verso l’unità nazionale”

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Orlandino Greco
Orlandino Greco

Ospitiamo una riflessione politica “di mezza estate” del consigliere regionale e leader di Idm, Orlandino Greco.

“Il nostro Paese é ad un momento di svolta. La crisi di governo ha aperto scenari politici fino ad oggi imprevedibili. La scelta di Salvini che, da viceministro, prima chiede al premier di dimettersi e poi propone una mozione di sfiducia rappresenta di fatto un caso istituzionale più unico che raro. Salvini, cavalcando l’onda sovranista e populista, dopo aver stretto un patto con i 5 Stelle, ritorna da Berlusconi per ricostruire un polo di centrodestra. E qui è giusto evidenziare alcune contraddizioni:

1. per mesi Salvini ha sostenuto che il governo sarebbe durato 5 anni;

2. Nei suoi beach party al sud ci racconta le favolette sui mancati investimenti, salvo poi ribadire che l’autonomia nordista si farà (a danno del sud);

3. Salvini sfiducia il governo mentre lui e altri ministri leghisti ricoprono ancora incarichi istituzionali.

Salvini ha evidentemente sfruttato l’inesperienza e l’inettitudine dei 5 stelle che si sono lasciati sfruttare andando contro i loro stessi principi pur di non lasciare poltrone e governo. Basti pensare a Tap, immunità a Salvini, decreto sicurezza, condoni fiscali ed edilizi. Salvini ha dimostrato di essere un buon leader, ma di avere a cuore gli esclusivi interessi del nord e della Lega. Il pericolo, quindi, se dovesse essere il primo ministro é quello di spezzare il Paese in due e avviare una drammatica secessione. Ci sono poi da valutare i rapporti internazionali con l’Italia che tenderebbe sempre più verso la Russia, a danno dell’Europa”.

I 5 Stelle sono rimasti con il cerino in mano. Depredati e usati da Salvini sono stati mollati quando non servivano più. Da quando è iniziata la crisi Di Maio é sparito dalla scena, lasciando a Conte l’onere di difendere il governo e addirittura facendo tornare Grillo nel suo ruolo iniziale di leader politico del movimento che detta la linea. Una sconfitta su tutti i fronti senza se e senza ma.

Il Pd resta schiavo di se stesso e in un momento di crisi del governo riesce a dividersi in mille rivoli che corrono tutti in direzioni opposte. Zingaretti non riesce a tenere testa ai tanti piccoli leader di partito e non si capisce chi governi i processi di coesione del centrosinistra.

Meloni e Berlusconi gongolano perché comunque vada Salvini in questo momento ha bisogno dei loro parlamentari per andare prima possibile al voto. Questo significa ovviamente avere potere contrattuale nella gestione dei posizionamenti nella prossima tornata elettorale.

A questo punto gli scenari possibili sono tre:

1. Governo di scopo 5S-PD per approvare la manovra. Importante per il Paese, ma distruggerá completamente i due partiti che si troveranno ad approvare un bilancio lacrime e sangue con l’opposizione fortissima di Salvini & Co.
2. Governo politico 5S-PD per i restanti 4 anni. Ipotesi difficilmente realizzabile. La leadership di Di Maio, come quella di Zingaretti, va a picco ogni giorno che passa. Difficile che si riesca a trovare un equilibrio che porterebbe i 5S a votare provvedimenti opposti a quelli votati al fianco della Lega;
3. Si va al voto subito. Il centrodestra sbanca, ma il Paese pagherà caramente gli effetti del l’ennesima crisi di governo. Un dramma che porterà in ogni caso ad una manovra finanziaria lacrime e sangue.

Comunque vada, pagheremo cara questa crisi di governo. In questo clima, una parte del Paese sta reagendo. Le contestazioni a Salvini di questi ultimi giorni rappresentano bene un dissenso latente che con l’elezione di un premier nordista esploderebbe portando il Paese ad una frattura drammatica. Con Salvini premier il Paese verrà spezzato in due. Bisogna esserne consapevoli.

L’Italia del Meridione intende mettere in campo una proposta politica che partendo dal sud porti il Paese verso la reale unità nazionale. Parità di diritti in tutto il Paese. Livelli essenziali di assistenza e delle prestazioni garantiti in tutto il Paese. Superamento del divario infrastrutturale tra nord e sud. Ci confronteremo solo con le forze politiche che avranno queste prerogative e questi obbiettivi per scrivere il Patto di unità nazionale. Saremo presenti se si andrà al voto, ma vigileremo anche su eventuali inciucuci e alleanze innaturali finalizzati alla conservazione di poltrone e interessi personali. Noi ci saremo per l’esclusivo interesse del Paese”.

 

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