Prevenzione del disagio giovanile e del consumo di stupefacenti: Palazzo dei Bruzi mette in campo azioni e progetti

46

Anche quest’anno l’Amministrazione comunale è in prima linea a fronteggiare, con i mezzi a sua disposizione, che non sono tanti, ma che mantengono desta l’attenzione ed alto il livello di guardia, alcuni fenomeni in pericolosa crescita e che generano disagio nei giovani e un senso di forte smarrimento, soprattutto quando si collegano al consumo di sostanze stupefacenti e alle cosìddette nuove dipendenze, quelle che tecnicamente vengono definite da esperti e addetti ai lavori “new addictions”.

Consapevole dei rischi che corrono i nostri giovani, della difficoltà delle famiglie e della agenzia educativa per antonomasia – la scuola – l’Amministrazione comunale di Cosenza ha promosso alcune azioni e progetti, destinati soprattutto ai ragazzi di scuola media e ai loro genitori, illustrati questa mattina in una conferenza stampa nella quale questa sorta di piano preventivo è stato presentato dall’Assessore alla scuola Matilde Spadafora  Lanzino e dal dirigente del settore educazione Mario Campanella, con il contributo di due esperti, la psicoterapeuta Lucia Nardi che ha proposto al Comune di Cosenza un progetto di parent training e il dottor Gaetano Marchese, responsabile dell’unità operativa semplice dipartimentale di psicologia del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze della ASP di Cosenza.

I progetti sono l’uno diverso dall’altro ed hanno ciascuno una propria valenza. Uno, “Scuole Sicure”, non tocca direttamente i ragazzi e le loro classi, ma riguarda il monitoraggio del territorio circostante la scuola. E’ su questo progetto che ieri abbiamo firmato il protocollo d’intesa con la Prefettura. Il progetto tranquillizzerà un po’ noi amministratori e le famiglie e fungerà da deterrente per i malintenzionati. Vorrei però che tra i suoi obiettivi  ci fosse anche la nascita di un’amicizia tra il mondo dei giovani e le forze dell’ordine”.

L’altro progetto di cui ha parlato la Spadafora Lanzino, quello del “Parent training”,  coinvolge i genitori. “Noi vogliamo dare un contributo ai genitori e aiutarli a fermarsi e parlare insieme con gli esperti che sono stati individuati per facilitare il loro cammino nel rapporto con i figli”.

Pubblicità