Chirurgia Vascolare dell’Ospedale di Cosenza protagonista ad un congresso nazionale

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Tre medici dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Vascolare dell’Ospedale Civile dell’Annunziata di Cosenza, diretta dal Prof. Francesco Intrieri, sono intervenuti al XVIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare, che si è svolto a Firenze, per presentare gli ottimi risultati raggiunti dall’Unità grazie all’utilizzo di moderne tecniche operatorie.

Alla presenza di oltre 150 medici che hanno preso parte ai lavori, tra primari ospedalieri e direttori di cattedra universitari, provenienti da tutte le regioni d’Italia, oltre al Primario Intrieri, hanno relazionato il dott. Paolo Perri, che si è soffermato sugli “Accessi percutanei in procedure endovascolari aortiche complesse” ed il dott. Vincenzo Molinari che ha illustrato il “Trattamento in urgenza degli aneurismi toraco addominali mediante tecnica Chimney”.

I dati contenuti nel Piano Nazionale Esiti del Ministero della Salute indicano il nosocomio Cosentino come il principale HUB regionale nel trattamento della patologia aortica aneurismatica. E se in Italia non tutti i centri ospedalieri ed universitari utilizzano tecniche innovative con caratteristiche di mininvasività, presso l’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Vascolare dell’Ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza sono oltre 800 gli aneurismi trattati dal 2009 ad oggi in regime di elezione e di urgenza, con una media di 83 aneurismi l’anno (fonte ministeriale). L’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali individua la Chirurgia Vascolare di Cosenza nelle prime 35 d’Italia, a fronte delle 150 totali, per numero di interventi svolti, ovverosia oltre 500 ogni anno, includendo la patologia carotidea e degli arti inferiori. Rispetto alla vecchia tecnica del taglio chirurgico, gli “accessi endovascolari” sono utilizzati oggi in oltre il 95% delle procedure in chirurgia vascolare all’Ospedale di Cosenza all’Ospedale di Cosenza.

Gli aneurismi dell’aorta addominale rappresentano una dilatazione irreversibile e sempre crescente del principale vaso sanguigno dell’organismo: l’arteria aorta. L’aneurisma una volta superata la misura limite di 5 cm, tende alla rottura portando a grave shock emorragico il paziente, quindi alla morte. Ad oggi le possibilità di riparazione dell’aneurisma rotto, che causa un tasso di mortalità di circa l’80%, si classificano in tecniche “open”, con taglio chirurgico sull’addome, e tecniche “endovascolari” che consistono in mini-accessi a livello dell’inguine, senza effettuare taglio chirurgico.  Le tecniche endovascolari per la riparazione degli aneurismi toraco-addominali, vere e proprie condizioni di emergenza per la salute dei cittadini, rappresentano oggigiorno una nuova opzione di trattamento con notevoli vantaggi in termini di invasività, degenza, e costi rispetto alle tradizionali tecniche chirurgiche.