Giornata Internazionale delle persone con disabilità, la riflessione della dirigente nazionale UICI

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Annamaria Palummo: Infrangere la bolla della sottocultura che isola il disabile

La disabilità assume la sua forma di dimensione incidente nell’attivamente proficua esperienza esistenziale allorquando la realtà circostante risulta culturalmente ed empaticamente lacunosa in ordine all’efficace decodificazione emozionale e materiale di una condizione fisica contraddistinta da specifiche peculiarità; lacune ambientali di natura “ideale” che vanno a riverberarsi nel contesto strutturale, determinando l’inadeguata predisposizione di opportuni strumenti e ausili in grado di ridurre la discrasia tra condizioni fisiche differenti, da cui, in ultima analisi, dipende la manifestazione degli effetti fattuali in cui si sostanziano le difficoltà del diversamente abile e, quindi, la sua posizione di svantaggio sociale, avente come conseguenza esclusione, discriminazione, frustrazione.

Questo, secondo la scrivente, è il frutto della questione: in altre parole, è l’ambiente, la società, il limite in essa radicato a dare deleterio agio alle conseguenze di cui l’handicap è portatore e a creare intorno al disabile una bolla invisibile rispetto al resto del consesso civico. Ecco, l’obiettivo, di più, l’impegno per questa Giornata Internazionale delle persone con disabilità deve essere quello di infrangere questa bolla, con il soffio della conoscenza, della comprensione, della solidarietà; quel soffio vitale che dona forza all’inclusione, all’integrazione, alla collaborazione, allo scambio ideale e materiale, sulle cui basi trova perno quella civiltà dei valori con cui illuminare la nostra Vita.

Dott.ssa Annamaria Palummo

Consigliere Nazionale e Referente per il Mezzoggiorno dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI)