Giornata nera per la sanità in Calabria: proteste a Cosenza, Lamezia e Locri

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Giornata da dimenticare. La sanità in Calabria, purtroppo, continua a fare acqua da tutte le parti. Questa mattina sit in in tutta la regione.

A Cosenza a protestare, davanti alla sede dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, le associazioni di volontariato che garantiscono il servizio di supporto al sistema di urgenza-emergenza del 118 che lamentano ritardi nelle procedure di perfezionamento per l’autorizzazione e l’accreditamento, da parte della Regione e dell’Asp di Cosenza.

A Lamezia Terme altro sit in, promosso dal Coordinamento sanità 19 marzo, durante il quale si è gridato “allo scandalo” in seguito alla chiusura dell’ambulatorio di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale della piana. Davanti al Giovanni Paolo II, associazioni, giovani, donne, bambini ed anziani per manifestare tutta la loro rabbia verso una sanità che non riesce neppure a far fronte ai minimi servizi di assistenza. Nei mesi scorsi, per carenza di personale, erano state bloccate anche le visite ambulatoriali di Cardiologia e Medicina Interna.

Ed ancora a Locri ieri presso i locali della palestra Free Time, tantissimi cittadini si sono dati appuntamento con l’intenzione di portare avanti delle proposte finalizzate al chiarimento e alla risoluzione delle problematiche che affliggono l’ospedale della cittadina. L’iniziativa fa seguito alla raccolta delle 21.000 firme avvenuta nei quarantadue comuni della Locride che è servita a dare risalto alle carenze e alle necessità che sussistono nel nosocomio locrese. Tra le proposte avanzate nel corso della riunione è emersa la volontà dei partecipanti di costituire un’associazione al fine di proporre azioni forti e di contrasto per andare fino in fondo alle questioni che riguardano l’ospedale. La prossima assemblea che si terrà domenica 19 gennaio alle ore 18:00 presso i locali del Bar Rouge sito in Locri in piazza Don Bosco (difronte tribunale civile) sarà aperta a tutti i cittadini non solo locresi, ma anche provenienti dai territori limitrofi. I riflettori sull’ospedale di Locri dunque rimarranno accesi fino a quando non si definirà la problematica che riguarda un territorio di circa 150.000 abitanti.

 

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