Sab 18 Set 2021

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Petrini, il magistrato con l’harem a disposizione

Marco Petrini, il giudice arrestato questa mattina per corruzione dalla Procura di Salerno nell’ambito dell’inchiesta denominata “Genesi”  pare nutrisse una forte attrazione (sembra ricambiata) per due avvocatesse catanzaresi. La 33enne Maria Tassone, di Davoli, arrestata e posta ai domiciliari e la 44enne Palma Spina, di Catanzaro, indagata a piede libero, erano le “preferite” dell’harem del magistrato.

Dalle due avvocatesse il giudice, naturalmente, non pretendeva denaro in cambio di favori giudiziari, ma solo sesso.

Secondo l’accusa avrebbe favorito Maria Tassone, rigettando, solo un anno fa, la richiesta di utilizzare i verbali del collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Ragno” ritenendo “irrilevanti ed inconferenti rispetto ai capi di imputazione le dichiarazioni”. Secondo l’accusa il rigetto era dovuto solo ad un gesto di “gratitudine” verso l’avvocatessa. Una “riconoscenza” perpetrata almeno in altre tre occasioni.

Altra avvocatessa da “tutelare” da parte del magistrato era Palma Spina, con la quale pare che il giudice si incontrasse spesso per prestazioni sessuali, documentati almeno 16 appuntamenti. Pare che da presidente della commissione tributaria provinciale abbia “omesso – sottolineano i magistrati campani – di astenersi dal comporre il collegio giudicante nei ricorsi tributari – assegnati al suo collegio – nei quali il ricorrente parte privata era patrocinato dall’avvocato Spina”.