Dom 17 Ott 2021

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Guardare illegalmente partite in streaming: multa da 2.582 a 25.822 euro

A seguito della denuncia della Lega Nazionale Professionisti di Serie A (detentrice dei diritti televisivi del campionato italiano), il Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza ha ordinato al Tribunale di Roma il sequestro preventivo di 15 siti web che offrivano illegalmente la visione delle partite della Serie A.

Il funzionamento è quello che abbiamo imparato a conoscere molto bene: l’utente finale paga un abbonamento mensile molto inferiore rispetto a quello di Sky e DAZN e riceve il segnale delle partite sul proprio dispositivo: smartphone, tablet, computer, televisore. Il sistema utilizzato dai pirati è quello delle IPTV (Internet Protocol Television), un protocollo di trasmissione dei dati sviluppato per Internet del tutto legale, ma che i presunti truffatori hanno iniziato a utilizzare in modo illecito. Le indagini della GdF hanno permesso l’individuazione dei 15 siti illegali che sono stati immediatamente oscurati e ora si andrà alla ricerca della complessa struttura dell’organizzazione composta da decine e decine di persone.

I pirati online utilizzano il protocollo IPTV per acquisire e ricodificare i palinsesti televisivi delle TV a pagamento. Tramite un complesso sistema di decoder riescono a distribuire online i programmi (soprattutto le partite di calcio della Serie A) e permettono l’accesso agli utenti dietro il pagamento di un abbonamento. Un sistema che in Italia ha fruttato ai pirati milioni e milioni di euro.

Chi sottoscrive un abbonamento alle IPTV illegali può essere perseguito allo stesso modo di coloro che hanno creato il sistema. Secondo le norme della giustizia italiana, gli utenti che usufruiscono del servizio illegale rischiano una multa da 2.582 a 25.822 euro e una pena che va dai sei mesi ai tre anni di reclusione.