Emergenza medici 118. Si rischia un esodo di massa

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<La decisione dell’ASP di Catanzaro e di Crotone di revocare 5,50 euro/h di indennità aggiuntiva per i medici del 118 è un attacco ai diritti della professione> così Paolo Filice, Presidente Regionale dello Sindacato Medici Italiani Calabria, in una dichiarazione.

<Questa indennità era stata prevista dall’articolo 29 dell’accordo integrativo regionale del 16 settembre 2006; già da tempo, circa 3 anni, si paventò l’abrogazione, ma la scelta assunta qualche giorno fa dai vertici dell’ASP ci lascia sconcertati>.

< Si tenuto conto, continua Filice, del lavoro di questi medici, oberato da pesanti carichi professioni e correlato da un grande stress psicologico? Forse non si riescono a vedere i rischi che i medici del 118 incorrono tutti giorni? Ma i fatti di cronaca, di tutti i giorni, dimostrano il contrario: i medici dell’urgenza sono i soggetti più esposti a quotidiane minacce e violenze nei loro confronti. La decisione presa dall’ASP di Catanzaro e di Crotone, che mette in dubbio le indennità spettanti, nonostante gli accordi collettivi regionali ancora in vigore, potrebbe provocare un vero e proprio esodo di massa dal 118 da parte del personale medico>.

<Il 95% dei medici del 118 calabrese versa in condizioni di permanente precarietà lavorativa: il 65% di questi, titolare di rapporto a convenzione a tempo indeterminato, attende il passaggio alla dipendenza, mentre circa il 30%, pur in servizio da diversi anni, sempre con rapporto convenzionale, non risulta neppure titolare del ruolo e  la Regione Calabria, ancora tutt’oggi, non dispone nessuna sanatoria per il passaggio dal contratto a tempo determinato a quello a tempo indeterminato; questo è il quadro a tinte fosche dove operano i colleghi della medicina dell’emergenza>.

<Il Sindacato Medici Italiani, qualora si paventasse un’eventuale richiesta di restituzione delle somme percepite, non esclude d’intraprendere una vertenza legale per tutelare i diritti dei medici del 118> conclude Paolo Filice.

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