Lun 23 Mag 2022
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Regione: ora l’assalto agli assessorati

Ha un  che di anomalo, di inspiegabile il silenzio che è seguito al voto di domenica 26 una volta definiti gli schieramenti in consiglio. Non si è mai resa necessaria una pausa di riflessione. Di norma si va all’incasso di quanto pattuito ma questo può avvenire se il risultato ha rispettato le previsioni fatte  a tavolino.

Non è il caso del successo di Jole Santelli che è incardinato a quello di Forza Italia  e che in Calabria ha fatto registrare un’affermazione che ha ridato ossigeno e baldanza  a un Berlusconi prostrato dall’umiliante risultato ottenuto in Emilia-Romagna.

Jole Santelli  in campagna elettorale non ha fatto mistero della giunta cui pensava che sarebbe stata politica ma di alto profilo, senza escludere eventuali tecnici di alta competenza. Rimane ora da definire la composizione per appartenenza e peso e qui sta il problema perché Jole Santelli vuole capitalizzare , in termini di assessorati, il successo di Forza Italia e delle liste di area collegate, ovvero “Santelli presidente” e “Casa della libertà”. Ma Lega e Fratelli d’Italia hanno le loro aspettative da far valere.

La Lega in Calabria non ha sfondato, come era negli auspici di Matteo Salvini, anche se porta in consiglio quattro consiglieri al pari di Fratelli d’Italia. La Lega, a dire il vero, già in campagna elettorale si attribuiva, nella certezza della vittoria, assessorati di peso che, nell’interpretazione di molti, dovrebbero essere il Turismo e l’Agricoltura. Sarebbe tutto da vedere se Jole gli rifilasse la Sanità con tutti i guai lasciati dai commissari che si sono succeduti e da Oliverio che voleva incatenarsi per sostituirli.

E’ scontato che dietro il silenzio ufficiale, con i media compiacenti a non disturbare, la trattativa è cominciata  e ferve. Le tarantelle e le bevute  all’hotel di Lamezia, la notte dei risultati, sono  già un ricordo lontano. Come direbbe Umberto Bossi, si tratta di “trovare la quadra”. Uno schema di partenza che viene accreditato vedrebbe la Lega e Fratelli d’Italia posizionati a chiedere due assessorati per parte lasciandone così a Forza Italia e alle sue ramificazioni soltanto due se, come prevede lo Statuto, la giunta è composta da sette elementi compreso il presidente. Poi c’è il problema della presenza femminile al 30 per cento che va garantita ma questo può anche essere un problema secondario.

Rispetto allo schema ipotizzato resterebbero fuori “Casa della libertà” e UDC che si aspettano un qualche riconoscimento concreto. Ma non è tutto perché c’è anche la vice-presidenza della giunta e la presidenza del consiglio regionale che viene valutata molto più di un assessorato. Poi ci sono i grandi esclusi o “trombati” che dir si voglia che aspirano a qualche risarcimento nel sottogoverno. Il più illustre è Pino Gentile, 35 anni in consiglio regionale, che con oltre 7 mila preferenze è rimasto fuori. Difficile pensare che si rassegni alla pensione e ai “ giardinetti”. Per concludere: più silenzio si registra fuori dal palazzo delle trattative più sostenibile è l’ipotesi che Jole Santelli incontri difficoltà. Ha, però, un vantaggio che altri non hanno, quello di poter chiamare direttamente Arcore o Palazzo Grazioli e far pesare eventualmente l’ intervento del numero uno.

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