Emergenza sanità, Cotticelli ha “tagliato” solo sui lavoratori

sanità al collasso in calabria
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Nel sistema sanitario calabrese è in vigore una vera e propria “metodologia del disservizio”. A denunciarlo l’USB Confederazione Cosenza

Il 7 dicembre del 2018 è stato nominato il nuovo commissario per l’attuazione del piano di rientro della sanità calabrese, l’ex generale dei Carabinieri Saverio Cotticelli.

Nell’annunciare la scelta l’allora Ministra alla salute Giulia Grillo (M5s) scriveva “si tratta di una nomina cruciale per questi territori , che hanno non solo difficoltà di bilancio, ma soprattutto che non riescono a dare ai cittadini calabresi il  livello dei servizi sanitari che la legge richiede.”

Delle 24 azioni ed interventi “prioritari” a cui il Commissario era stato chiamato ad adempiere non c’è traccia. I livelli di erogazione dei LEA rimangono al di sotto degli standard di riferimento nazionali.

Il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, della rete di emergenza-urgenza e delle reti tempo dipendenti mostrano tutta la loro fragilità. Non c’è giorno che non venga denunciata qualche criticità.

I pronto soccorsi non sono in grado di accogliere i pazienti per mancanza di lettighe,  le barelle spesso sono utilizzate impropriamente per effettuare esami urgenti, distraendo le ambulanze dal territorio per richieste urgenti.Negli ospedali periferici vengono chiusi importanti servizi: a Corigliano da mesi è chiuso, per lavori di ristrutturazione, il reparto di cardiologia. I pazienti cardiologici vengono dirottati all’ospedale di Castrovillari, quando va bene, altrimenti bisogna ricorrere a trasferimenti urgenti verso Cosenza o addirittura verso la struttura privata convenzionata di Belvedere Marittimo. A Castrovillari interi reparti dell’ospedale vengono periodicamente chiusi (vedi chirurgia).

La rete dell’emergenza-urgenza mostra i segni indelebili di un malfunzionamento dovuto alle continue riparazioni a cui sono sottoposte le ambulanze ormai con chilometraggi che superano abbondantemente i quattrocentomila. 

Alcune postazioni del 118 rimangono spesso prive di medici a bordo, con grave danno per il servizio, a causa della carenza di personale. 

In questi giorni scade la convenzione con le associazioni private e se non verrà rinnovata metterà in ginocchio l’intero sistema del 118.

I provvedimenti per un riassetto della rete di assistenza territoriale, altro servizio di cui il Generale avrebbe dovuto occuparsi, non sono stati mai affrontati.

Nonostante nella nostra provincia le patologie croniche siano in netto aumento, spesso i pazienti che potrebbero essere tranquillamente seguiti presso le proprie abitazioni, devono ricorrere all’ospedalizzazione per mancanza di una efficiente rete di assistenza domiciliare con conseguente intasamento dei pronto soccorsi.

Se un “merito” va riconosciuto al Generale Cotticelli è quello di aver impegnato il suo tempo nel razionalizzare e contenere la spesa per il personale.

La vicenda dei tantissimi precari rimane appesa alle decisioni che verranno prese alla fine di febbraio quando si dovrà decidere se prorogare o meno il loro contratto. Parliamo di oltre 200 precari impegnati in servizi essenziali (Pronto soccorsi, 118, ambulatori ecc.ecc.). 

Quale sarà il loro destino ?

E’ di questi giorni l’allarme lanciato dagli imprenditori nel corso di una conferenza stampa, per la richiesta di maggiori fondi da destinare alla sanità privata. Servirebbero almeno 20 milioni di euro in più per garantire la sopravvivenza delle strutture accreditate . 

A dirlo sono i ben noti vertici della sanità privata: Alfredo Citrigno, Ferdinando Scorza, Francesco Caroselli, Michele Garro, Massimo Poggi, Pietro Siclari, e Giuseppe Peri. 

La nuova Giunta Regionale sicuramente non rimarrà indifferente a questa richiesta e altro denaro pubblico verrà sottratto ai calabresi a vantaggio del profitto di pochi. 

 

 

 

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