Lun 6 Dic 2021
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Mendicino (CS): la scuola è da abbattere, ma il comune tergiversa

di Antonia Flavio

Siamo costretti, nostro malgrado, a segnalare, una ennesima “falla” di un’amministrazione comunale calabrese. Questa volta il grido d’allarme arriva dal comune di Mendicino, in provincia di Cosenza, dove insiste da tempo una scuola pronta per essere abbattuta, ma che a tutt’oggi continua ad ospitare molte le classi di bambini. 

Il vetusto istituto scolastico di contrada Tivolille (via San Paolo), da tempo individuato tra le scuole da demolire e da ricostruire, ancora è lì, in uso ai piccoli alunni nonostante un finanziamento regionale di quasi 800 mila euro ottenuto dal Comune di Mendicino.

I lavori al plesso scolastico, che in un primo momento sarebbero dovuti iniziare ad ottobre del 2019 per terminare ad Aprile 2020 e successivamente spostati a Gennaio 2020, non sono ancora iniziati, anche se la stazione appaltante ha già proceduto all’affidamento definitivo dei lavori alla ditta aggiudicataria.

Ritardi che già a fine anno avevano portato l’opposizione comunale a chiedere spiegazioni sia al sindaco che all’assessore alla pubblica istruzione ed edilizia scolastica. A quelle richieste però non seguirono risposte esaustive e permane una situazione di stallo che preoccupa e non poco i genitori degli alunni che frequentano quell’istituto.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera, pervenuta alla nostra redazione, del  gruppo di mamme

“Buongiorno, siamo un gruppo di mamme i cui figli frequentano l’Istituto Comprensivo di Mendicino, costrette a rivolgersi ai media affinché tutti sappiano come stanno realmente le cose qui da noi. I nostri figli ogni mattina si recano, per svolgere le normali attività scolastiche, in un plesso, quello di Tivolille, non idoneo assolutamente ad ospitare dei bambini. Sono anni che questa scuola si trova in condizioni pietose ed è altrettanto tempo che noi chiediamo, a chi di competenza, di porvi rimedio. Finalmente lo scorso anno ci comunicano che il Comune ha ottenuto un finanziamento regionale e che, nel giro di poco tempo, la scuola verrà DEMOLITA e ricostruita. È talmente in cattive condizioni e non idonea da essere addirittura demolita. Voi direte “e allora qual’è il problema?”. Ed invece il problema c’è, ed è anche enorme. Dopo quasi un anno da quella promessa, e dopo infiniti rinvii di mese in mese, scuse su scuse, siamo arrivati alla fine (quasi) dei termini previsti per l’utilizzo dei fondi e NIENTE È STATO ANCORA FATTO. Abbiamo chiesto spiegazioni a chi di competenza, ma nulla ci è stato detto; i nostri figli sono costretti ancora ad andare in un plesso dichiarato “da demolire”, e come se non bastasse rischiamo che nulla venga mai fatto poiché se dovessero scadere i termini previsti senza che i lavori siano iniziati, la regione, non solo bloccherà il resto dei fondi, ma chiederà anche indietro la prima tranche che è stata già data al Comune. Noi siamo state fin troppo pazienti, abbiamo creduto a tutte le scuse che ci sono state propinate, abbiamo aspettato i tempi tecnici e burocratici come ci è stato chiesto, adesso però basta, i tempi sono stretti e vogliamo che chi ha il compito di provvedere, in questo caso il Comune nella persona dell’assessore alla pubblica istruzione ed ai lavori pubblici, lo faccia nel minor tempo possibile.”