Lun 23 Mag 2022
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Il Senato manda Salvini a processo: giusto o sbagliato?

A cura dell’Avv. Luigi Salvatore Falco

 Palazzo Madama ha concesso l’autorizzazione a procedere contro l’ex Ministro dell’Interno Salvini per i fatti contestati dalla Procura di Catania la quale contesta al Segretario della Lega il sequestro di persona per i 131 migranti che rimasero bloccati quattro giorni sulla nave della Marina Militare il 31 luglio scorso.

Bene, procediamo con ordine.

Sul piano giuridico.

L’art. 96 della Costituzione recita “Il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministrianche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale”.

Ecco, questo è il caso del Sen. Salvini a cui viene contestato un –presunto- reato commesso nell’esercizio della funzione di Ministro anche se oggi detta funzione è cessata.

Proprio per tale ragione si è resa necessaria la votazione odierna in Senato.

L’art. 605 del Codice Penale, rubricato “sequestro di persona”, stabilisce che “Chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione da sei mesi a otto anni”.

Dottrina e giurisprudenza, nel corso degli anni, hanno interpretato tale precetto normativo in senso “estensivo” ovverosia che tale privazione di libertà non deve necessariamente essere assoluta al punto che sia è possibile l’auto liberazione del soggetto, essendo infatti sufficiente che la libertà personale venga limitata o comunque sia relativa quindi tale da non consentire un facile superamento degli ostacoli interposti.

Ed è proprio per questa ragione che la Procura ipotizza la sussistenza di una rilevanza penale della condotta di Salvini  che ha negato ai migranti di sbarcare sul territorio italiano, anche se tale “alt” potrebbe essere giustificato dal fatto di svolgere sui migranti preventivi esami di sicurezza e sanitari.

Una ricostruzione di una presunta fattispecie delittuosa –molto- residuale e, francamente, anche difficile da dimostrare in giudizio.

Sul piano politico.

Lo stesso Movimento 5 Stelle che, per un episodio similare accaduto durante il precedente Governo con la Lega, pochi mesi fa aveva negato l’autorizzazione a procedere nei riguardi di Salvini ora – in una fase di piena rottura con la Lega e con il suo Segretario- decide di votare l’autorizzazione a procedere.

Buon per loro, anzi.. male!

Infatti, Salvini (che tutto è tranne che un politico sprovveduto!) incalza sulla decisione del Senato e così protesta “cercano di eliminarmi per via giudiziaria”.

Ed ha pure ragione!

Infatti, che senso avrebbe avuto, altrimenti, votare a favore del processo ora che Salvini è contro quando pochi mesi prima, in costanza di governo M5S-Lega, i grillini negarono (di fatto!) la medesima autorizzazione per il Caso Diciotti?

Ed, inoltre, così facendo autorizzano Salvini ad auto-proclamarsi “protettore del territorio italiano dall’invasione dei clandestini”.

Insomma, sia dal punto di vista giuridico che politico oggi abbiamo assistito ad un ennesimo autogoal della maggioranza.