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A Casali del Manco l’incontro sulle potenzialità dell’area presilana

Proseguono le iniziative organizzate dal gruppo consiliare del Movimento Presila Unita. L’ultimo incontro pubblico, dal titolo “PROGETTI e IDEE per CASALI DEL MANCO”, in preparazione del Bilancio preventivo 2020, a Casole Bruzio nel Comune di Casali del Manco. Un’occasione importante per incontrare i cittadini, ascoltare le forze politiche e sociali del territorio ed avviare una discussione sulle potenzialità dell’area presilana, sui punti di forza e debolezza del primo Comune oggetto di fusione della Calabria, dopo quello storico di Lamezia Terme.

L’impegno del Movimento Presila Unita è stato, fin dalla sua nascita, la costruzione di una prospettiva di sviluppo territoriale, ancorata ad una programmazione unitaria delle risorse, che possa vedere le popolazioni interessate attori principali della rinascita socio-economica. 

Per citare Fausto Gullo, il Ministro dei Contadini, originario della località Macchia del nostro Comune, è necessaria “quella forte unità di propositi e quella visione larga e severa dei grandi interessi che sono condizioni indispensabili di retta e feconda amministrazione”.

Per proseguire su questa strada, indicata dal nostro illustre conterraneo, per ricostruire una connessione stabile e feconda fra i cittadini e le istituzioni e ridare senso e fiducia alla parola “Politica”, sulla base della convinzione che nessuno si deve sentire escluso nella progettazione del nuovo Comune, nella promozione di un nuovo e stabile sviluppo economico, nella rinascita culturale e sociale della Presila, si è costruita la manifestazione del 29 Febbraio scorso.

I numerosi interventi e gli importanti contributi arrivati, sono divenuti la base di un documento, redatto anche in base alle osservazioni e alle proposte che il Movimento ha raccolto nel corso degli anni e fatto proprie, che è stato trasmesso all’assessore competente al ramo. E’ stata delineata una proposta complessiva, non un semplice assemblaggio di singoli interventi, che possa guardare alle potenzialità economiche, organizzative, materiali ed immateriali del nuovo Ente, e che affronti le numerose criticità presenti.

Questo è stato uno dei passi di un processo di partecipazione popolare che intende aprire le porte del Comune ai cittadini, fare del protagonismo popolare la cifra dell’amministrazione, costruire dal basso gli antidoti all’antipolitica e al disinteresse per il bene comune.