Mar 2 Giu 2020
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Operazioni postali/bancarie anche online, ma si preferisce rischiare. La denuncia della Cgil

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La denuncia arriva, attraverso una nota stampa, dalla Segreteria Confederale Cgil Cosenza a firma del segretario generale Umberto Calabrone.

“In un momento storico straordinario quale quello che stiamo vivendo in queste settimane, risulta difficile riuscire a prevedere, e quindi a prevenire, tutte le situazioni di rischio che si possono profilare in capo ai cittadini.

Prova ne è il susseguirsi di decreti, ordinanze e direttive da parte di Governo, Presidenti di Regione e Sindaci, non ultima, per quanto riguarda la nostra regione, l’ordinanza di ieri della Governatrice Santelli che comprime ulteriormente le possibilità per i cittadini di uscita dalla propria abitazione, consentendo lo spostamento solo per comprovate esigenze di lavoro, di salute e di necessità; deve ritenersi, quindi, che tutta una serie di spostamenti, non oggettivamente impellenti, debbano, necessariamente essere rinviati.

In questi giorni abbiamo visto file di persone davanti gli ingressi degli uffici postali e bancari, in alcuni casi presi d’assalto anche per effettuare operazioni espletabili tranquillamente online, che spiegano le ragioni per le quali in Calabria viene richiesto l’intervento dell’esercito. 

Già, perché se ciascuno di noi, semplici cittadini ed aziende, avesse piena la consapevolezza della gravità della situazione che questo paese sta attraversando, e, diligentemente, si ponesse nella osservanza delle regole, non staremmo qui a parlarne.

Nei prossimi giorni ci troveremo, nonostante lo scaglionamento dei pagamenti da parte di  Poste Italiane, le file per la riscossione delle pensioni, proprio perché, anche culturalmente, per l’anziano il “ritiro” della pensione è un rito difficilmente superabile.

Gli istituti bancari, agenzie di assicurazioni e le poste italiane, impreparati, come tutte le aziende private, a questa emergenza, non riescono a fornire in modo capillare e adeguato tutti i dispositivi previsti dalle norme, per difficoltà di approvvigionamento o per difficoltà logistiche di applicazione, e quindi, l’autorizzazione alla prosecuzione dei servizi bancari porrà ad un elevato rischio contagio gli operatori del front line, con la clientela che continua a recarsi agli sportelli.

Sia Poste Italiane che gli istituti di credito e assicurativi hanno intensificato le attività di sanificazione degli ambienti di lavoro ma, in assenza di modifiche delle condizioni di appalto alle imprese che si occupano delle pulizie, si può comprendere che sarà sempre tutto troppo poco e anche il posizionamento di lastre di plexiglass tra utente ed operatore, richiederà dei tempi assai lunghi. 

Per questi motivi solo un forte senso di responsabilità della cittadinanza permetterà a tutti gli operatori di poste e banche di lavorare con un minimo di sicurezza e forse alla chiusura di filiali al pubblico in mancanza di utenza, perché, diversamente, si rischia di addivenire alla chiusura anche degli sportelli.

E’ fondamentale comprendere che la sicurezza delle decine di migliaia di donne e uomini che stanno dietro gli sportelli dipenderà, anche questa volta, dal buon senso della cittadinanza, dalla consapevolezza che in questo incubo, a fasi alterne, siamo tutti lavoratori, cittadini e consumatori, e solo tutti insieme con il sentimento della solidarietà che deve farsi prevalente su ogni altro, ne usciremo, con i minori danni possibili.”