Gio 2 Feb 2023
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Non è la Thatcher, ma ci somiglia… Il debutto difficile della Santelli

Quando le urne elettorali le hanno attribuito quella vittoria schiacciante sul centrosinistra furono in molti a vaticinare che sarebbe stata ostaggio della sua maggioranza e che la sua autonomia decisionale avrebbe avuto spazi limitati poiché nella “Calabria saudita” i pupi  siedono in consiglio regionale e sono i “pupari” a  tirare i fili dall’esterno.

Ma lei ha preso tempo, ha lasciato che la procedura di insediamento del nuovo consiglio si incagliasse nelle verifiche burocratiche e , appena preso possesso della sua carica, ha dichiarato che avrebbe tenuto conto, ligia al principio della continuità amministrativa, di quanto Oliverio, suo predecessore, aveva realizzato e lasciato di positivo. Per quanto ovvio, in termini di civiltà politica, non era mai accaduto così come non usa, dalle nostre italiche parti, telefonare all’avversario quando si esce sconfitti dalle urne.

L’altro segnale, che ha creato serie preoccupazioni nella maggioranza che dovrà sostenerla, è stata la nomina ad assessori di “Capitano Utlimo” e Sandra Savaglio, docente universitaria all’UNICAL e ricercatrice astrofisica di fama internazionale.Due nomine ad alto valore simbolico decise per prefigurare un percorso politico-amministrativo di alto profilo, confliggente col sistema consociativo e localistico che ha gestito il potere in Calabria dalla nascita delle  regioni  ad oggi.

A supporto di questa interpretazione quell’altra comunicazione, apparentemente innocua politicamente, che avrebbe guidato la Regione dalla sede di rappresentanza di Roma per tre giorni la settimana perché le decisioni importanti si prendono a Roma, sede del governo e dei ministeri nonchè crocevia di tutti i poteri dove contano le conoscenze e le relazioni personali. E sotto questo profilo avrà amare sorprese chi sottovaluta le conoscenze e le relazioni che Jole Santelli ha coltivato in 20 anni di attività politica e parlamentare nella capitale.

 Avrebbe avuto bisogno di più tempo Jole Santelli per curare la formazione della squadra di governo e il cronoprogramma per le emergenze e le priorità  da affrontare ma il coronavirus ha sconvolto il programma e l’ha scaraventata nel vortice della pandemia che, alle latitudini della Calabria, per come è stata ridotta la sanità dalle fameliche clientele foraggiate dalla politica, evoca e fa temere scenari apocalittici cui è meglio non pensare, affidandoci alla sorte ed alla protezione di chi dall’alto dei cieli ha il  potere di intervenire nelle vicende dell’umanità.

Jole Santelli si è trovata improvvisamente sola a prendere decisioni delicate e importanti, gravide di sacrifici e disagi nonché di restrizioni delle libertà personali come è avvenuto altrove ma lei, talune decisioni, le ha intuite e intraprese prima dei decreti del governo nazionale. Forse è poco per scomodare i miti  delle donne impegnate in politica ma non ci sarebbe da sorprendersi più di tanto se Jole Santelli dovesse ispirarsi a Margaret  Thatcher, la lady che per lunghi anni ha governato l’Inghilterra con mano ferma. Soprattutto a Jole Santelli va riconosciuto il merito di avere neutralizzato i poteri del commissario Cotticelli e del sub-commissarioassumendosi la responsabilità delle decisioni da prendere. Quanto sta facendo Jole Santelli in questi giorni, al di là della connotazione politica, dovrebbe convincere il governo nazionale a mettere fine alla disastrosa decennale gestione commissariale che, sommandosi alle inadeguatezze e alle negligenze dell’apparato regionale, ha devastato il servizio sanitario calabrese, immiserendo con la chiusura degli ospedali  il diritto alla salute  e foraggiando un esodo migratorio di massa a vantaggio delle strutture ospedaliere del nord.

Ora che si è completata la squadra di governo e si è insediato il consiglio regionale per Jole Santelli, nonostante la drammaticità dei problemi che pone il coronavirus in Calabria, si aprono politicamente nuovi scenari per il ritorno del consiglio regionale ai suoi fasti ed ai suoi riti. Nessuno ne aveva avvertito l’assenza. Toccherà a Jole Santelli trovare il modo di renderlo utile e collaborativo, responsabile e consapevole di quei limiti, dannosisissimi, che soltanto  la competenza, figlia dello studio e della conoscenza dei problemi, può rimuovere. Al momento, però, ha altro cui pensare: “Sia chiaro…. voglio che qui arrivino mascherine, tute, dispositivi sanitari. Non mi importa se un collega è del PD o di FI. Non esistono alleanze… solo esigenze, uguali per tutti… e noi governatori lo sappiamo””.

Mai come ora…: Buona fortuna, presidente!!