Potrà celebrare messa, domani, giorno di Pasqua, don Domenico Cirigliano, il parroco di Rocca Imperiale, centro dell’Alto Ionio Cosentino, che era stato multato(400 euro!) e, addirittura, messo in quarantena per aver portato in processione solitaria, il Cristo, nel giorno della ricorrenza della locale e secolare Festa del Crocifisso. Lo rende noto, in un comunicato, esprimendo la sua soddisfazione, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che nei giorni scorsi era intervenuto a favore del sacerdote per quello che aveva definito “un atto di fede, un gesto bellissimo, pari a quello di Papa Francesco” e aveva chiesto che “questa ingiustizia venisse cancellata”. “Non sapevo della quarantena. L’ho appreso direttamente da don Domenico che ho risentito di nuovo questa mattina e che ho trovato più sereno rispetto ai giorni scorsi quando mi aveva invece manifestato tutto il suo dolore e la sua tristezza per quanto accaduto e da lui fatto in assoluta buonafede, afferma Corbelli. Il sacerdote ha avuto l’autorizzazione, da parte dei carabinieri e del sindaco, solo giovedì sera. Potrà lasciare la sua abitazione, che dista 4 km da Rocca Imperiale,e recarsi nella Chiesa del paese dell’Alto Ionio per la celebrazione delle funzioni religiose, naturalmente da solo e senza fedeli. Potrà così celebrare domani la Santa Messa di Pasqua. Sarebbe stato un fatto ancora più assurdo e assolutamente inaccettabile se gli fosse stato impedito finanche questo esercizio spirituale. Resta la grande ingiustizia che ha subito per aver, perpetuando un’antica tradizione e Festa religiosa, che va avanti, nel centro dell’Alto Ionio cosentino, dal 30 marzo 1691, portato in processione il Crocifisso, contravvenendo alle disposizioni in materia di sicurezza per l’emergenza coronavirus. Che sia una grande ingiustizia lo dimostra quanto è accaduto proprio in questi ultimi due giorni in Italia, dal Nord al Sud, in paesi e città, con tanti parroci (a Dosolo,nel mantovano; a Formigara, in provincia di Cremona; a Lanciano, in Abruzzo; a Villa Chiaviche, in Emilia; a Soveria Mannelli,in Calabria e ancor prima in Sicilia) e finanche vescovi e arcivescovi, come a Brescia, Cremona, Chieti, Reggio Calabria, Benevento, Salerno…) che hanno portato in processione solitaria il Cristo. A Chieti addirittura il vescovo, nella sua processione per le vie della città, è stato accompagnato da due carabinieri in alta uniforme! In altri casi c’erano i vigili ad accompagnare il religioso. Nessuno naturalmente li ha multati o fermati. Solo al parroco di Rocca Imperiale è stata invece, nei giorni scorsi, comminata una multa di 400 euro e addirittura messo in quarantena, il che gli ha di fatto impedito sino a giovedì di svolgere i riti della Settimana Santa e rischiava finanche di non fargli celebrare la Santa Messa, domani, nel giorno di Pasqua. Per fortuna, dopo l’intervento di Diritti Civili, si è intervenuti in tempo, sia pure purtroppo tardivamente, e almeno quest’altra grave ingiustizia è stata scongiurata”.
Calabria Diretta News S.A.S.
reg. trib. Cosenza 10/10/2020 n°1816



