Lo scorso 10 aprile 2020 il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato di aver firmato un nuovo Dpcm con cui vengono prorogate fino al 3 maggio le misure restrittive per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Con il nuovo Dpcm, a partire dal 14 aprile, è già stata consentita l’apertura delle cartolerie, delle librerie e dei negozi di vestiti per bambini e neonati e vengono inserite tra le attività produttive consentite la silvicoltura e l’industria del legno.
Seguirà la cosiddetta “fase 2”, per far ripartire il sistema produttivo attraverso un programma articolato di avvio graduale di alcune attività produttive e commerciali. A fronte di questa prospettiva, stante l’attuale situazione epidemiologica e i problemi inevitabili che si porranno per i settori scuola e università, l’Associazione Nazionale Docenti, con una lettera aperta, ha inteso far pervenire al Presidente del Consiglio alcune sue valutazioni e delle esplicite richieste volte ad evitare che la c.d. “fase 2” si risolva in una resa incondizionata al Covid-19.
In breve, l’Associazione Nazionale Docenti chiede che, nella “cosiddetta fase 2”, siano adottati provvedimenti che consentano di riprendere gradualmente condizioni di “normalità” per ambiti geografici “sanificati, NO Covid-19”, ovvero la revoca delle limitazioni alla circolazione e la ripresa delle attività economiche e commerciali all’interno dei comuni ove non si registrano casi di contagio, ampliando gradualmente verso aree geografiche più vaste ma prive di contagi.
Lettera pubblicata su:
https://docenti.one/note-ed-interventi/1040-fase-2-non-sia-una-resa-al-covid-19.html



