Gio 29 Lug 2021
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Chiusura filiali Banca Popolare di Bari, l’appello della Fisac-Cgil

La FISAC CGIL di Cosenza, lancia un forte appello a tutte Istituzioni locali – alla Regione, alla Provincia e soprattutto ai Sindaci dei Comuni del comprensorio – affinché intervengano sulle chiusure delle filiali della Banca Popolare di Bari sul nostro territorio, a difesa anche dell’economia, dei cittadini utenti e delle lavoratrici e dei lavoratori.

Prendiamo atto con rammarico del fatto che nel territorio cosentino continua il processo di “desertificazione bancaria” messo in atto dalle aziende creditizie che, nell’ottica ormai prevalente del taglio dei costi, procedono alla chiusura ed all’accorpamento delle filiali. E ciò senza pensare minimamente non solo ai disservizi che si creano agli utenti, ma anche ai risvolti in termini occupazionali per gli operatori del settore e per le loro famiglie.

Ormai è una tendenza consolidata e forse inarrestabile iniziata da diversi anni da parte dei gruppi bancari. Il copione è sempre lo stesso: dopo ogni nuovo piano industriale si prevedono tagli del personale e soppressione delle filiali. Questa volta purtroppo tocca alla Banca Popolare di Bari, istituto tristemente venuto alla ribalta delle cronache giudiziarie per il dissesto causato dalle gestioni allegre della vecchia proprietà. Da prime notizie sul piano di riorganizzazione, abbiamo appreso che i Commissari, subentrati al vecchio management, su indicazione della Banca d’Italia, hanno deciso di chiudere quasi tutti gli sportelli  rimasti a presidio della nostra provincia. Nel progetto di chiusura annunciato, in Calabria verrebbero coinvolte 6 filiali su 7: Amantea, Casali del Manco, Rende, Scalea, Trebisacce e Lamezia Terme.

In un momento così delicato per il Paese e per il Sud, non possiamo accettare che, anche stavolta, le responsabilità altrui vengano scaricate sulla pelle  delle lavoratrici e dei lavoratori con tagli inaccettabili, esternalizzazioni, chiusura di filiali, demansionamenti e mobilità selvaggia, sia professionale che territoriale.

In una Regione dove il costo del danaro è più alto rispetto al resto del Paese, chiudere le filiali significa non solo creare disservizi alla clientela, ma soprattutto significa dare meno sostegno alle famiglie ed alle imprese per quanto riguarda l’erogazione del credito e, di conseguenza, minor sostegno all’economia produttiva. Senza contare che, soprattutto in questo periodo di forte crisi dovuta alla emergenza sanitaria, chiudere i cordoni della borsa potrebbe significare consegnare una parte dell’ economia alla criminalità organizzata che paradossalmente rischia di diventare l’unica Banca del Sud!

Ricordiamo che la Banca Popolare di Bari oggi è l’ultima Banca del Mezzogiorno. In un periodo in cui ancora si parla di federalismo fiscale e di malintesa autonomia regionale, sarebbe  un vero peccato perderne la presenza sul territorio.