Ci risiamo. Anche oggi possiamo tranquillamente cantare il ritornello della grande Mina: “Parole, parole, parole, soltanto parole…parole tra noi!”
Aspettiamo con ansia di scrivere sugli aiuti (concreti però) che dovrebbero arrivare dal Governo, ma ancora solo la bozza 1, quella 2 e quella 3, con tanto di promesse sul cosiddetto decreto rilancio, approvato ma ancora non pervenuto e non pubblicato in Gazzetta ufficiale. Dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, tutto pare sia in stand-by.
I benpensanti, poveri loro, hanno anche sprecato parecchi minuti del proprio tempo leggendo l’intero decreto di 270 articoli, sperando di trovare in qualcuno di essi uno spiraglio di sollievo. In molti lo abbiamo trovato scritto, quello che ci poteva interessare, ma di fatto ancora nulla. I soldi ancora non si vedono.
Siamo insomma alle solite, si continua a lavorare come in un cantiere di quelli infiniti con gli operai che trafficano senza che si capisca quale sia lo sviluppo dei lavori. Noi calabresi sappiamo bene cosa vuol dire!
È una prassi vergognosa e ignobile in spregio di tutte quelle persone che stanno patendo la fame e degli imprenditori che si trovano costretti ad abbassare per sempre le saracinesche.
La crisi in corso in Italia, purtroppo, non è solo quella sanitaria ma anche quella economica. Per questo servono soldi subito, altrimenti i veri morti e feriti li conteremo proprio con la crisi economica.



