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Barbuto (M5s) interroga Occhiuto: «Su Konecta 20 milioni di fondi pubblici gettati via e 856 lavoratori nel limbo»

Sulla drammatica vicenda dei lavoratori di Konecta R, già Abramo Customer Care, Elisabetta Barbuto ha depositato un’interrogazione indirizzata al Presidente della Giunta Regionale. Al centro dell’atto ispettivo si trova la gestione dei 20 milioni di euro stanziati per il progetto di dematerializzazione, a fronte dell’improvviso annuncio di esuberi e del ricorso alla cassa integrazione.

Secondo quanto espresso da Elisabetta Barbuto, non appare accettabile che, nonostante un investimento massiccio di risorse pubbliche pari a 15 milioni dalla Regione Calabria e 5 dal Governo nazionale, gli 856 lavoratori coinvolti si ritrovino oggi con la prospettiva della CIGS e in assenza di un piano industriale credibile.

Le criticità segnalate nelle sedi calabresi

L’interrogazione nasce dalle denunce dei dipendenti delle sedi di Crotone, Catanzaro e Montalto Uffugo. Le segnalazioni riguardano una gestione operativa definita caotica, con chiusure improvvise dei siti e un utilizzo poco chiaro delle ore di lavoro. Il progetto di dematerializzazione delle cartelle cliniche era stato individuato come una soluzione di continuità fino al 2027, ma dopo soli dodici mesi l’azienda ha comunicato l’esaurimento della commessa e la presenza di un deficit economico.

“Qualcosa non torna e la Regione ha il dovere di vigilare su come vengono spesi i soldi dei cittadini”, viene sottolineato nell’atto, ponendo l’accento sulla necessità di un controllo rigoroso sulla rendicontazione dei fondi e sulla trasparenza dei tempi reali del progetto.

La richiesta di garanzie e il ruolo della Regione

Attraverso l’interrogazione, viene chiesto al Presidente Occhiuto di fare luce sulla situazione e di pretendere garanzie scritte sia da Konecta che dai grandi committenti, tra cui TIM. L’obiettivo è scongiurare un disastro sociale di ampie proporzioni in un territorio già fragile.

La posizione espressa dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle ribadisce che i lavoratori non possono essere considerati come numeri per intercettare fondi, ma professionisti che necessitano di rispetto e stabilità. L’impegno dichiarato è quello di portare avanti la questione in Consiglio Regionale fino all’ottenimento di risposte concrete e impegni vincolanti per la salvaguardia dei posti di lavoro.