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Il lockdown e l’effetto positivo sulla natura

a cura del Circolo “Vitambiente di Cosenza”

Il lockdown imposto dal Governo e, dunque, la conseguente cessazione o drastica riduzione delle attività umane hanno avuto notevoli e positive ripercussioni sulla natura. Infatti, mentre il virus continuava atrocemente a mietere vittime, la natura riceveva tutti i benefici dovuti all’assenza dell’uomo e delle sue attività. È evidente che il pianeta, dopo continui anni di sfruttamento, abbia tirato una boccata d’aria.

Grazie, dunque, alla chiusura delle fabbriche e, quindi, all’assenza di emissioni, nonché di traffico aereo, terrestre e marino, il pianeta è meno caldo ed ha iniziato a stare meglio. Le immagini che sono circolate sul web nel periodo della fase 1 hanno dimostrato che la natura è esplosa e che gli animali sono finalmente usciti dalle proprie tane e che si sono riappropriati dei loro spazi. Le lepri sono ritornate a correre nei parchi di Milano; i delfini hanno fatto capolino nei porti di Trieste e Cagliari; l’acqua della laguna a Venezia è ritornata finalmente limpida e si sono intravisti pesci e fondali; nelle città giapponesi, invece, si sono aggirati indisturbati i cervi, mentre i tacchini hanno passeggiato nelle città californiane. Addirittura, in una zona a nord dell’India si è scorsa la vetta del Dhauladhar appartenente all’Himalaya minore, un fenomeno che non accadeva ormai da 30 anni!

Una vera boccata d’aria per la natura per gli animali, ma cosa accadrà una volta ripresa la normalità? Ci auguriamo fortemente che una volta usciti da questa terribile emergenza, fra tutti i principi oggetto di riflessione di questo periodo, verrà rivalutato e valorizzato anche e soprattutto il valore universale del rispetto e della tutela della natura.

Sarà fondamentale, nei prossimi giorni, valutare che risvolti avranno le riprese delle normali attività sulla natura e sugli animali. È forte la preoccupazione che tutto ritorni alla situazione antecedente, con nuove e gravi conseguenze dannose a carico dell’ecosistema. La sfida che la nostra generazione sta affrontando consiste proprio in ciò: capire e sperimentare nuove forme di convivenza ecologiche tra l’uomo, l’Ambiente e gli animali. Una convivenza civile ed ordinata che oggi non può più essere rimandata, ma che, anzi, richiede un intervento regolatorio urgente ed improcrastinabile.