Dom 12 Lug 2020
Advertising
Home Politica Vitalizi Calabria. Consiglio Regionale: i senza...

Vitalizi Calabria. Consiglio Regionale: i senza vergogna

- Advertisement -

Non se ne era accorto nessuno perché mai modifica legislativa era stata proposta all’aula nella modalità criptica con la quale l’ha presentata il consigliere Graziano con  un ordine del giorno firmato da tutti i capigruppo.

Si tratta di poco meno di due minuti in cui, in coda al consiglio regionale, viene votata la modifica legislativa in base alla quale un consigliere appena eletto, se dovesse decadere per incompatibilità o ineleggibilità, acquisirebbe ugualmente il diritto al vitalizio versando i contributi corrispondenti ai 5 anni della legislatura.

Se ben si comprende, dunque, il consigliere che decade e che non svolgerà alcun compito istituzionale meno che mai collegato al consiglio regionale, versando i contributi acquisisce il diritto al trattamento pensionistico (vitalizio).

E’ come se un qualsiasi cittadino, senza svolgere alcuna attività lavorativa, operaio o impiegato che sia, versando i contributi all’INPS, matura il diritto alla pensione. Cioè senza lavorare.

Si auspica che una vergogna del genere venga eliminata per manifesta incostituzionalità, consegnando al giudizio della pubblica opinione chi l’ha pensata, chi l’ha proposta e chi l’ha votata. Con i dovuti distinguo perché, a misfatto consumato, Pippo Callipo ha minacciato di procedere “nelle sedi opportune” nei confronti di chi, chiedendogli come capogruppo la firma sulla proposta, gli ha assicurato che la modifica legislativa “non comporta maggiori o nuovi oneri a carico del bilancio regionale”. Se ciò non dovesse essere – la conclusione di Callipo – vuol dire che sono stato ingannato.

Anche il neo-eletto consigliere Pitaro del gruppo misto mette le mani avanti parlando di leggerezza e mancanza di chiarezza nella proposta di legge riservandosi di chiederne l’annullamento in consiglio avvalendosi delle procedure consentite. Per il resto, silenzio dei partiti e dei loro maggiorenti nazionali e locali.

Ma, al di là del merito della modifica legislativa da ritenersi improponibile in un momento economicamente così denso di incognite e di sacrifici per la fasce sociali più deboli, offende la procedura con cui si è fatta passare la proposta di modifica. Ecco la sequenza. Il presidente Tallini farfuglia il punto all’ordine del giorno, incomprensibile a chi non lo conosce, e invita il consigliere Graziano ad allustrare la proposta di legge. Il consigliere Graziano, però, si sottrae all’invito argomentando che la proposta “ si illustra da sé “. Nessuno si alza a obiettare o a chiedere chiarimenti e così Tallini, con la formula di rito “favorevoli..contrari..astenuti “, senza le immagini della votazione, la dà approvata “all’unanimità”. Il tutto si svolge e relizza in un minuto e 50 secondi.

Al di là di come si concluderà la vicenda, non dovendosi escludere che qualcuno più in alto del consiglio regionale colga la gravità di quanto accaduto, non si può non consegnare alla storia della “Calabria saudita” questa beffa consumata in un momento in cui , dalle famiglie alle imprese, lo scenario economico del Paese si presenta drammatico per i danni economici prodotti dal corona-virus, le risorse che mancano  e le disuguaglianze sociali che aumentano. Al suo primo debutto, dopo tre mesi di inattività da mascherina e indennità incassata, senza vergogna  i consiglieri eletti a Palazzo Campanella hanno votato per, per equilibri di potere, una ulteriore commissione che costerà 500 mila euro nei 5 anni e la modifica legislativa che introduce il privilegio, per chi dovesse decadere da consigliere, di acquisire il trattamento pensionistico versando i soli contributi. Alla faccia dei costi della politica e dell’affidabilità di chi abbiamo eletto in consiglio regionale.Al peggio non c’è mai fine.

Redazione Paola Oggi