Sab 11 Lug 2020
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Il giudice Petrini: “Pagato da Marcello Manna”. Il Sindaco: “estraneo ai fatti”

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Le dichiarazioni rese dall’ex giudice della Corte d’Appello di Catanzaro Marco Petrini, ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Salerno, pare, coinvolgano sempre più professionisti. Tanti gli avvocati che, sembra, abbiano avuto “contatti” con il magistrato al di fuori dalle mura dei tribunali. Colloqui che, da quello che si apprende, i legali avrebbero intrapreso con il togato al fine di “pattuire” l’emanazione delle sentenze nella fase di chiusura del giudizio.

Nel “calderone” di Petrini sarebbe finito anche il penalista e sindaco di Rende Marcello Manna nelle sue funzioni di avvocato di Francesco Patitucci, boss delle ‘ndrine cosentine. Il magistrato, ora sospeso dalle funzioni e dallo stipendio, avrebbe, anche in questo caso, emesso una sentenza favorevole in cambio di una somma di denaro corrispostogli dal legale.

Il primo cittadino Manna però si difende dalle accuse e ribadisce la sua estraneità ai fatti.

“Apprendo da organi di stampa che il giudice dott. Petrini avrebbe reso una serie di interrogatori ai magistrati di Salerno che indagano sui fatti per quali l’ex Presidente della Corte di Assise di Appello di Catanzaro è stato tratto in arresto”. E’ quanto si legge nella nota del sindaco, Marcello Manna.

“In taluni di questi interrogatori il dott. Petrini avrebbe fatto riferimento alla mia persona, peraltro affermando circostanze che in seguito sarebbero state smentite così offrendo versioni contrastanti e fuorvianti.
Mi preme precisare che non ho ricevuto né un avviso di garanzia nè qualsiasi altra comunicazione ufficiale da parte dell’Ufficio di Procura che si sta occupando del procedimento”. “Essendo completamente estraneo ai fatti riportati nella stampa locale – prosegue – ho, peraltro, già avanzato richiesta di essere sentito dai magistrati titolari dell’inchiesta per poter chiarire la mia posizione”.