Sab 11 Lug 2020
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Estate 2020 e coronavirus. Cosa bisogna temere?

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Risponde Antonio Cassone, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, professore di microbiologia all’università di Perugia.

  • La sabbia non è un materiale che può mantenere in vita un virus. Anche se i granelli venissero contaminati dalle secrezioni di una persona infetta, per la trasmissione sarebbe necessario un immediato passaggio nelle vie respiratorie di un altro individuo. Circostanza davvero improbabile. Lo stesso discorso vale per il prato. In spiaggia è bene disinfettare il lettino.
  • Il coronavirus ha una membrana sottile e instabile e l’acqua del mare (salina) lo danneggerebbe immediatamente rendendolo innocuo, incapace di infettare. C’è un secondo fattore che lo inibisce. L’acqua è un «formidabile diluente. Le particelle del virus una volta espulse da una persona infetta si diluirebbero a tal punto da perdere la carica infettiva». Quindi anche acque non salate, di lago ad esempio, non sono veicolo di trasmissione.
  • La piscina non costituisce pericolo di infezioni da coronavirus. Il cloro uccide immediatamente il virus, oltretutto l’acqua di una piscina (al chiuso o all’aperto), se le regole vengono rispettate, vengono spesso cambiate per cui all’effetto del disinfettante si aggiunge quello della diluizione. Il cloro ha un potente effetto antivirale anche nei confronti di microbi più resistenti del coronavirus, ad esempio il batterio della legionella, protetto da un involucro più spesso. Se in vasca non ci sono rischi è importante rispettare le misure di distanziamento e di igiene negli ambienti attigui agli impianti natatori, come spogliatoi, bagni, corridoi di accesso. Naturalmente, come per la spiaggia, è bene disinfettare il lettino.
  • Il calore dell’estate è un nemico e questo vale per molti virus che si diffondono bene con la complicità dell’umidità invernale. I raggi ultravioletti del sole fanno evaporare la gocciolina (droplet) prodotta con tosse e starnuti o semplicemente parlando. Il virus subisce una radiazione che è germicida.