Certamente nessuno vieta di festeggiare, ma le regole del distanziamento sociale e gli assembramenti ancora devono esser garantiti. E’ vero che il risultato raggiunto dalla squadra di calcio di Reggio Calabria è una meta da celebrare, ma è pur vero che ancora le misure di contenimento del coronavirus sono valide.
Purtroppo però, anche la seconda festa di ieri, organizzata dai tifosi della Reggina, promossa in serie B, è balzata agli onori della cronaca anche nazionale per i mancati “accorgimenti” che si devono rispettare in questa fase. Per molti infatti la festa è stato uno schiaffo alle misure di contenimento del coronavirus, e online sono centinaia i commenti contro chi li ha autorizzati e chi ne ha preso parte. Nonostante le raccomandazioni delle ore precedenti, forse gli organizzatori non si sono accorti che la situazione è sfuggita di mano. Così quello che doveva essere un momento di festa, si è trasformato in un assembramento ancora vietato per le norme anti-Covid19.
Già venerdì sera centinaia di tifosi hanno colorato di amaranto l’arena di Reggio Calabria. C’erano cori da stadio, fumogeni e fuochi d’artificio. Foto e video di questa festa finiti in Rete avevano creato indignazione in tutta Italia e ieri come se nulla fosse è stata bissata nel “migliore” dei modi.



