di Federica Costabile
Il momento di lockdown per tanti ha significato la scoperta o riscoperta di alcuni hobbies come la cucina, il fai da te, la lettura. C’è chi ha fatto di più, c’è chi ha utilizzato questo periodo di isolamento per dare concretezza alle idee modellandole come i bambini fanno con la pasta creta. È il caso di tre ragazzi calabresi: Daniela Lucia, Antonio Pagliuso e Valentina Dattilo. La prima è la presidente, il secondo è il vicepresidente e autore della rassegna “Suicidi Letterari”, si è svolta a Lamezia per due anni consecutivi, e la terza è giornalista. Tutti e tre sono accomunati dalla formazione in comunicazione ed editoria.
Glicine è il nome della loro creatura, un’associazione nata lo scorso 11 giugno che si pone come ponte di intenti e cooperazione tra Pianopoli e Lamezia Terme con l’obiettivo di promuovere la cultura sotto diversi punti di vista.
Perché la scelta di utilizzare proprio il nome di questo fiore?
Il glicine è una pianta rampicante forte e allo stesso tempo delicata, che simboleggia l’amicizia e che è citata in diversi scritti letterari, accompagnando personaggi e racconti.
È da queste stesse caratteristiche che Glicine vuole partire, per diventare punto di incontro per la comunità, tracciare una via nuova nei contenuti ed essere aperti a tutti gli stimoli che verranno.
Incontri culturali, presentazioni di libri, laboratori di editoria e di comunicazione, servizi editoriali e molto altro quello che ha da offrire Glicine.
Ad maiora a questi ragazzi coraggiosi!



