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“Nel Bianco Secco” viaggio introspettivo tra la vita e la morte di LenaO e Giuseppe Vilardo

di Anna Zupi

“Nel Bianco Secco”: il progetto artisticamente poliedrico che tratta gli aspetti della vita e della morte. Un viaggio introspettivo di chi ha toccato con mano il dolore del suicidio più volte. Il bisogno di affrontare il tema e confrontarsi e condividere. Prosa, poesia, fotografia ,musica, grafica,sound, design e video fanno da cornice ad una base filosofica ed emozionale.
L’ideatrice è LenaO, ma il progetto è sviluppato in collaborazione con artisti calabresi Giuseppe Vilardo, Oreste Montebello, Massimiliano Gallo, Salvatore Aquilone e Carmelo Giordano.

Nel Bianco Secco è un progetto introspettivo sulla vita, ma quanto ha di vero? Da cosa nasce?

L’idea nasce da una mia esperienza personale, molto complessa, che mi ha reso testimone di due suicidi nel giro di ventiquattro mesi a partire dal 2017. Il primo è quello di uno dei miei compagni storici; il secondo è quello di mio padre, al quale è dedicato l’intero progetto. Con il passare del tempo, ho sentito la necessità di affrontare il tema in profondità, dapprima analizzando un livello squisitamente personale. Tuttavia, quanto più mi inoltravo all’interno di me stessa e del mio dolore, tanto più sentivo l’urgenza di incanalare il mio sentire nella ricerca artistica, dalla quale prende vita Nel Bianco Secco: un’esperienza estetica emozionale.

Il suicidio è un tema molto attuale, ma estremamente difficile da affrontare. Che visione si ha della vita e della morte in questo tuo?

Il progetto intende attraversare il tema della morte per illuminare la vita, attraverso quella che mira ad essere un’esperienza estetica emozionale. È un progetto il cui sottotesto è composto da tre concetti principali, tutti fondamentali per il mio modo di intendere l’arte e la vita stessa. Il primo è quello della condivisione, ragione per la quale ho scelto di collaborare con artisti attivi sul territorio calabrese e con background artistici completamente diversi tra loro; il secondo è strettamente legato alla nozione di “ribaltamento”.
Cosa intendi per “ribaltamento?
Col passare del tempo, la vita intesa nel suo significato più squisitamente esperienziale, mi ha dimostrato ampiamente che la realtà tutta non può che essere percepita sulla base dell’opposizione, ovvero ad ogni dimensione del vissuto corrisponde un universo parallelo e opposto; l’ultimo è quello della lentezza, fondato su un approccio all’arte che vada al di là della fruizione veloce e dello sguardo di superficie cui siamo abituati.

Come hai suddiviso il progetto?

In 6 Fasi: Fase 0, Riflessioni sulla morte, Prosa e Fotografia. La prima fase del progetto, è quella più spontanea e viscerale, poiché si sviluppa a partire da una serie di appunti da me presi a partire dal primo suicidio di cui sono stata testimone. Tali appunti non avevano alcuna velleità letteraria, trattandosi di mere trascrizioni del mio dialogo interno in quel periodo. In seguito, ho ribaltato la dimensione dei miei pensieri iniziali, riorganizzandoli attraverso la prosa, e li ho sottoposti all’attenzione di Oreste Montebello, il quale ha contribuito alla chiusura di questa prima fase attraverso le sue opere fotografiche.

Da qui nasce Leggero una poesia dedicata a tuo padre che ruota intorno al kairos.

Fase 1, Leggero, Poesia, Musica, Sound Design, Video Leggero è una poesia che ho scritto per mio padre e che ruota attorno al tema del kairos, dimensione preziosa e a me molto cara, poiché include anche il ricordo. Corrisponde alla fase dell’accettazione del lutto e al momento in cui si fa pace con se stessi dopo una perdita. Carmelo Giordano ne ha interpretato il testo e montato il video, mentre Massimiliano Gallo ne ha composto le musiche.

La fase due e la fase sei è in collaborazione con Giuseppe Vilardo ed emerge il ribaltamento minor e major

Fase 2 e 6, Vocabolario del Ribaltamento MINOR e MAJOR, Prosa, Fotografia, Musica, Grafica, Sound Design, Video Il Vocabolario del Ribaltamento è scisso in due parti, MINOR e MAJOR, rispettivamente inerenti a lemmi con spettro semantico negativo e lemmi con spettro semantico positivo. Si tratta di un vocabolario strettamente correlato al mio dialogo interno, redatto con l’aiuto di Giuseppe Vilardo.
Le immagini sono di Oreste Montebello e LenaO., le musiche di Salvatore Aquilone, Giuseppe Vilardo e Massimiliano Gallo, che si è anche occupato del Sound Design. Fase 3, Pausa Fase 4, Sua Altezza, Poesia, Musica, Sound Design, Video Sua Altezza è una poesia che ho scritto per dare voce alla rabbia, emozione preponderante come tutte quelle dell’elaborazione del lutto. Carmelo Giordano ne ha interpretato il testo e montato il video, mentre Massimiliano Gallo ha composto le musiche e finalizzato il sound design. Le grafiche sono mie.

La fase cinque la definirei la più delicata: Note d’ombra, ventuno racconti che trattano il suicidio tacciato da colpevolezza e pregiudizio

Fase 5, Note d’ombra è in prosa. Arte Grafica Note d’ombra è una serie di ventuno racconti oscuri sul tema del suicidio dalla prospettiva personale di chi compie l’atto, avulsi da ogni traccia di pregiudizio e colpevolezza. È la fase più buia di tutto “Nel Bianco Secco”. I testi sono di Giuseppe Vilardo, le grafiche di LenaO.

Quando e come verrà resa pubblica?

Nel Bianco Secco è stato pensato e sviluppato, fin da subito, come evento live. Infatti, uno dei fondamenti della mia recente pratica artistica è la condivisione, in un hic et nunc fisico, per dare vita a un dibattito estemporaneo e fare in modo che l’esperienza estetica – in questo caso incentrata sul dolore – coinvolga quante più persone possibili in un contesto spazio-temporale comune. Tuttavia, l’emergenza sanitaria mi ha costretto a valutare una possibile alternativa per la proposta di questo progetto, considerando le possibilità di diffusione a mia disposizione, ragione per cui Nel Bianco Secco, per il momento, è stato inserito e proposto solo all’interno del circuito dei social networks Facebook e Instagram.

Una delle altre fasi del progetto è, comunque, anche la pubblicazione di un libro, alla quale sto già lavorando.

Il coronavirus ha rallentato o bloccato il progetto?

Ho scelto di considerare il virus e l’inevitabile cambiamento che esso ha provocato anche nelle modalità di fruizione dell’arte come una possibilità e non come un limite. Pertanto, io e gli altri artisti abbiamo lavorato online, con tempi a volte lenti, data la complessità di alcune parti di Nel Bianco Secco. Alcune sue fasi si sarebbero rivelate molto articolate e avrebbero richiesto un certo tempo anche se le condizioni in cui lavorare fossero state quelle precedenti alla pandemia, quindi il progetto si è sviluppato secondo le mie aspettative riguardo ai suoi tempi di realizzazione.