Lun 2 Ago 2021
Advertising
Home Sanità Servizio sanitario. Calabria fanalino di coda....

Servizio sanitario. Calabria fanalino di coda. Solo 3 calabresi su 10 lo promuovono

In base ad un’indagine INAPP il Servizio Sanitario Nazionale è giudicato più che positivamente da 6 italiani su 10, ma per metterlo in sicurezza, dopo l’esplosione del Covid-19, bisogna rilanciare i servizi territoriali, vero anello debole di questi mesi e perno delle cure primarie.

È quanto emerge dallo studio “Il sistema sanitario di fronte all’emergenza: risorse, opinioni e livelli essenziali” dell’INAPP, l’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche. In particolare nello studio si mette in evidenza come il nostro Servizio Sanitario Nazionale si caratterizza, rispetto ai sistemi degli altri paesi industrializzati, per due aspetti: i tre principi fondamentali su cui si basa (universalità, uguaglianza ed equità); l’organizzazione (in particolare la governance multilivello e l’integrazione fra l’assistenza sanitaria e quella sociale).

Dai dati INAPP-Plus emerge che 6 cittadini su 10 giudicano positivamente la sanità di base e quella di emergenza. Tuttavia questo è il valore medio; rimangono profonde le differenze tra i territori: in Trentino alto Adige e Emilia-Romagna la valutazione positiva è di oltre 8 persone su 10, mentre in Calabria e Molise si scende a 3 persone su 10. L’epidemia di Covid-19 ha fatto emergere le differenti capacità dei modelli regionali. Secondo l’Inapp è stato causato dal mancato inserimento negli anni del personale infermieristico e dal sottodimensionamento nell’offerta di posti letto, la cui diminuzione si è fatta notare a partire dal 2004.

Si arriva, nel complesso, ad una riduzione netta del 20% di posti letto ordinari, in particolare al Centro (-30%) e Sud (-24%).