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Nuove produzioni del compositore Remo De Vico tra luce lunare e demoni

Remo De Vico torna interprete, sempre al di là lo zeitgeist, con nuove composizioni. Ecco, infatti, “Il tempo sospeso di pallidovolto” e “I Demòni”. In entrambi i lavori si sente il senso dell’eterno, ricercato e trovato nell’atto, inteso come Aión. Un agire musicalmente in un imperituro abbandono.

La copertina di René Magritte, “Voix du sang” del 1961, adorna “Il tempo sospeso di pallidovolto” ovvero luce lunare che accoglie docilmente nel suo riflesso. Qui v’è la collaborazione di Carlo Cimino (double bass) e e Mariagaia Di Tommaso (clarinet). Secondo lavoro così – come la pietra lunare – nato dalle ambientazioni dei romanzi di Tommaso Landolfi. Gurù è una donna bellissima dai “piedi” di capra ne la pietra lunare. Uno spirito incantatore che trascina il protagonista in boschi e riti edonistici. Pallidovolto è come Landolfi, si riferisce alla luna: «Mi sono lasciato trasportare dalle sue ambientazioni magiche, fantascientifiche ma allo stesso tempo ricche di tradizioni popolari. Pallidovolto è un lavoro che parla della luna e della sua luce ovattata che illumina e culla le campagne. Delle donne lunari dal viso bianco, anemico e annoiato. Solo una nuvola può turbare il loro volto con un passaggio fugace. È un lavoro di musica ambient, fatto di suoni dilatati e lenti, dove clarinetto e contrabbasso hanno ricevuto uno stravolgimento elettroacustico cambiandone forma, così come la luce lunare può fare su un volto».

Ne “I Demòni” vengono disarticolati i corpi musicali in un dis-essere che trascina in balia della vita – certamente non solo terrena – in un altrove. In quest’opera, preziose le collaborazioni con Mariagaia Di Tommaso (clarinet), Massimo Palermo, (modular system ne Le sfere Celesti), Dario Della Rossa (synthesizer ne Le Sfere Celesti). «I Demòni è un lavoro più introspettivo e sperimentale, se volessimo dare un genere di riferimento potremmo accostarlo con quello che al cinema chiamano ‘grottesco’. Seguendo i titoli dei brani la storia è semplice, il luogo è quello del ninfeo, luogo magico e sacro, venivano costruiti vicino alle fonti d’acqua. In particolare il ninfeo di Vadue di Carolei, luogo segreto,di una bellezza disarmante, ed è proprio qui che avviene l’incontro con una salamandra a cavallo di un rospo, un demone sicuramente riconducibile ad un mondo stregato, tanto caro alla nostra cultura popolare. I demòni cominciano a danzare, chi può dire se sia un’immagine interiore o meno. Per questa volta il protagonista fugge grazie all’aiuto delle sfere celesti, ma rimane la consapevolezza di voler tornare nei luoghi dell’introspezione. Riassumendo ancora il concetto bisogna danzare con i propri demoni per avere accesso alla purezza di una fonte. Nonostante possa risultare un ascolto difficile, la struttura è molto semplice:d descrizione del luogo, descrizione dei personaggi, interazione tra i personaggi e scioglimento; sono quattro punti che formano un’ossatura strutturale su cui torno spesso, aggiungendo e modificando gli eventi. Sono un ricercatore musicale, questo è vero, ma non come uno scienziato, non voglio che la musica diventi una comunità scientifica, il fine ultimo della ricerca elettroacustica (che ha in sé certamente una metodologia scientifica) è la nascita di nuove storie, di quadri, di colori mai visti e di concetti filosofici. Questi due lavori sono speculari in un certo senso, come le due facce della luna, quella illuminata di pallidovolto, e la parte oscura dei Demòni. Il lavoro dei musicisti come Mariagaia Di Tommaso, Carlo Cimino, Massimo Palermo e Dario Della Rossa è stato di fondamentale importanza in queste due opere; sono sicuramente tra i maggiori strumentisti nel Sud Italia e mi hanno permesso di elaborare con grande libertà le loro qualità timbriche, frutto di anni di studio continuato».

Il tempo sospeso di pallidovolto – Remo De Vico. Download: https://remodevico.bandcamp.com/album/il-tempo-sospeso-di-pallidovolto

I Demòni – Remo De Vico. Download: https://remodevico.bandcamp.com/album/i-dem-ni