Sab 31 Lug 2021
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Scuola, si riparte il 14 settembre. Le linee guida ufficiali del Ministero

Il 14 settembre si torna a scuola in presenza e in sicurezzacon queste parole la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha presentato le linee guida ufficiali per la riapertura degli istituti scolastici.

“Le Linee guida sono il frutto di un lungo confronto e di una condivisione con gli attori del mondo della scuola, comprese famiglie e studenti, con le Regioni, gli Enti locali, e ci consentono di fare un lavoro che non guarda solo alla riapertura, ma anche al futuro della scuola”, ha spiegato la titolare dell’Istruzione. Che ha aggiunto: “Abbiamo le risorse economiche, gli strumenti, possiamo far sì che la ripartenza sia anche volano di innovazione”.

Se nella prima bozza diffusa dalla stampa mancavano riferimenti precisi in tema di mascherine e distanziamento sociale, il documento ufficiale ricorda che “il distanziamento fisico, inteso come un metro fra le rime buccali (le bocche – ndr) degli alunni, rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione”.

E se al momento resta escluso l’utilizzo di divisori di plexiglas, l’uso delle mascherine è ancora in forse: “Il Comitato tecnico scientifico, almeno due settimane prima dell’inizio dell’anno scolastico, aggiornerà, in considerazione del mutato quadro epidemiologico, le proprie indicazioni in merito all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale per gli alunni e per gli insegnanti all’interno dell’aula, e/o negli spostamenti e nella permanenza nei locali comuni”, si legge.

Durante la conferenza stampa, Azzolina ha confermato il miliardo in più da destinarsi a un ampliamento dell’organico, in modo da evitare le cosiddette “classi pollaio”: “Saremo in grado di avere fra docenti e personale ATA 50mila persone in più”, ha annunciato la Ministra.

Sul tema si è espresso anche il premier Conte, che ha assicurato che le nuove risorse stanziate consentiranno “di ripartire a settembre in piena sicurezza, di avere una scuola più moderna, più sicura, più inclusiva. Vogliamo classi meno affollate. Le cosiddette classi pollaio a me non piacciono affatto, non le tolleriamo più”.

E per assicurare il mantenimento delle distanze tra i ragazzi, c’è l’idea di sfruttare anche degli spazi esterni rispetto agli istituti scolastici: ”Portiamo gli studenti nei cinema, nei teatri, nei musei, facciamo in modo che respirino la cultura di cui hanno bisogno”, è la proposta di Azzolina.

“Al Miur abbiamo creato un software per dire quanti spazi abbiamo negli istituti. Ora so adesso, classe per classe, quanti metri ho a disposizione”, ha spiegato la Ministra. In particolare, dal calcolo degli spazi risulta che “il 15% degli studenti devo portarli fuori dagli istituti, se devo rispettare il distanziamento di un metro” ha spiegato. L’intenzione, dunque, è quella di lavorare ”sull’edilizia scolastica leggera. Se non basta, abbiamo ripreso i 3.000 edifici scolastici dismessi. La scuola deve riaprire non solo in sicurezza, ma che sia nuova, più aperta e inclusiva”, ha detto la titolare dell’Istruzione.

A guidare le scuole nella ripartenza sarà una cabina di regia nazionale, con compiti di coordinamento e tavoli regionali, insediati presso gli Uffici territoriali del Ministero dell’Istruzione. I rappresentanti degli Enti locali parteciperanno ai gruppi di lavoro. La stessa titolare dell’Istruzione, a partire dalla prossima settimana, parteciperà ai tavoli, che si terranno in diverse Regioni, e monitorerà l’andamento dei lavori.

Altro annuncio ha riguardato l’aumento degli stipendi del personale docente, che, ha detto la Ministra, a luglio “cresceranno, avranno tra gli 80 e i 100 euro in più. È un riconoscimento che meritano”, ha spiegato, “perché gli stipendi dei docenti italiani sono tra i più bassi d’Europa. È il minimo che gli si può dare per lavorare in un’ottica che vada verso la crescita”.

Le lezioni verranno svolte su “turni differenziati”, mentre gli ingressi e le uscite degli studenti saranno rigorosamente scaglionati. Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche una “diversa modulazione settimanale del tempo a scuola”, che, come affermava la bozza diffusa nei giorni scorsi, potrebbe significare fare lezione anche di sabato mattina per quegli istituti dove questa non è già una pratica consolidata.

Le classi saranno suddivise in gruppi più piccoli, mentre gli studenti degli istituti di secondo grado potranno proseguire parallelamente con la didattica a distanza. Se queste sono le indicazioni principali contenute nelle linee guida, saranno però le singole scuole a decidere in che modo implementarle.

da QuiFinanza